Ritorno al passato con l’express Kodiak Mark IV

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Ritorno al passato con l’express Kodiak Mark IVQuesto express prodotto dalla Davide Pedersoli, nota azienda per la produzione di repliche, propone un ritorno al passato al cacciatore che desidera assaporare le emozioni che si provavano con la Colt alla fine del 1800. Un amarcord destinato alla caccia al cinghiale.

Il cacciatore che desidera cacciare le prede europee con calibri più che adeguati, senza spendere troppi soldi, ed assaporare il gusto degli express di fine Ottocento, ha la soluzione a portata di mano chiamata Davide Pedersoli.
Si tratta di un’azienda famosa per la produzione di repliche a polvere nera.

Una delle armi che risponde alle esigenze sopra descritte è il Kodiak Mark IV, un express con il quale vengono riproposte le linee fondamentali del fucile a canne rigate prodotto dalla Colt alla fine del 1800. Questa’arma è disponibile in tre calibri, due europei ed uno americano, quest’ultimo più rispondente alla struttura dei vecchi express.

I calibri europei sono 8x57Jrs e 9,3x74R, mentre il calibro “americano” è il .45-70 Government, poco affine al concetto di express ma che conferisce alla Kodiak il fascino dei grossi calibri inglesi, grazie alle sue dimensioni.
Il Pedersoli Kodiak non è una “normale” doppietta a canne rigate, ma un vero express classico, con i tubi grossi e compatti, le pareti delle canne di rilevante spessore ed un peso due volte superiore, rispetto a quello di un giustapposto rigato camerato in un moderno calibro da carabina.

La volata con i due fori di .45 fa una certa impressione ed una volta montata trasporta il cacciatore indietro nel tempo, precisamente ai tempi delle cacce coloniali, per la linea classica conferita dagli eleganti cani esterni ed alla finitura tartarugata della bascula.
Le canne montate a monobloc e le chiusure risultano molto classiche, con due giri di compasso, mentre i tasselli, guidati dalla chiavetta di apertura, vanno ad incastrarsi in due sedi nei ramponi. Siamo di fronte ad una duplice Purdey, fino ad oggi considerata inadeguata per grosse armi a canna rigata, ma che con i materiali e le lavorazioni odierne ha ottenuto notevoli successi.

I cani esterni sono scultorei ed eleganti e vanno a picchiare le teste dei percussori avvolte da un cappellotto a vite, molto complesso sotto il profilo estetico. Sulla Kodiak sono stati installati acciarini molto precisi, attraverso un disegno originale, basato su molle a lamina. Le due piastre laterali sono incastrate alla bascula tramire un dente anteriore e due viti, di cui una passante.
Non sono presenti sicure manuali, poiché l’impianto dei cani è a rimbalzo e, in posizione di riposo, quest’ultimi sono arrestati dalla stessa leva di scatto e possono avanzare solo premendo il grilletto.
Kodiak Mark IV

Gli scatti di ottima qualità denotano un’assenza di strappi all’atto dello sparo. L’unico “neo” è il grilletto anteriore fisso e non snodato: con le cariche normali/commerciali non si riscontra nessun problema, ma con quelle più pesanti la nocca del dito che spara la seconda canna potrebbe risentire di qualche fastidio.
Rimanendo in ambito degli express, la tacca di mira è del tipo a foglietta con “V” molto aperta, che può essere abbinata da un mirino puntiforme. Questo è un sistema ampiamente sperimentato nelle armi da safari e sul Kodiak, in particolare, consente uno sfruttamento maggiore della potenza della munizione sulle distanze medio brevi, quest’ultime tipiche dei tiri di stoccata. Le fogliette sono tre, crescenti in altezza, tutte abbattibili e permettono di regolare il punto di mira a seconda della distanza e della cartuccia.

Per gli eventuali spostamenti laterali c’è la possibilità di agire sul mirino anteriore, quest’ultimo a coda di rondine e provvisto del classico grano di ottone. La bindella, installata superiormente tra le due canne, è piana ed ha andamento conico verso la volata, poiché le canne convergono. Infatti, così come su tutte le armi a due canne affiancate, i tubi non sono paralleli poiché i due colpi tendono a convergere in un punto solo, oltre il quale, al contrario, divergono. Qui entrano in gioco elasticità e vibrazioni delle canne: all’atto dello sparo con una canna, considerato che questa è vincolata alla vicina e non è in grado di vibrare liberamente, il colpo può seguire una strada diversa da quella della linea retta che segue l’asse della canna.
La Pedersoli, però, garantisce la perfetta collimazione dei tubi per tiri a cinquanta metri. La prova del fucile ha dimostrato che ciò avviene con le cartucce di 300 grani, mentre la rosata dei due colpi si allarga con le 405 grani, più pesanti e più lente.
Dal punto di vista estetico le finiture esterne risaltano molto, soprattutto nel modello Standard con canne brunite e le superfici della bascula con una ricca tartarugatura.

Per coloro che desiderano modelli più preziosi esiste, per tutti i calibri, la versione Deluxe, quest’ultima arricchita da incisioni su bascula e parti in acciaio color argento vecchio. Inoltre, su richiesta, tutti i modelli sono disponibili con canne intercambiabili in calibro 20. Anche nella versione standard i legni sono di elevata qualità. Le zone di presa presentano pannelli zigrinati manualmente che assicurano un ottimo grip dell’arma. Il calcio presenta un piccolo appoggiaguancia sul lato sinistro, pensato per migliorare l’assetto nel tiro mirato e che non risulta fastidioso neanche nel tiro da imbracciata. Sicuramente questo aspetto classifica la Kodiak come arma adatta a tiratori destrorsi.
Pedersoli

Imbracciando il fucile non si resta indifferenti al suo peso, anche perché il Kodiak ha il centro di gravità piuttosto spostato in avanti. Nonostante ciò, il comportamento del fucile è ben diverso dalle aspettative viste tali premesse. L’arma si maneggia con naturalezza, viene su alla spalla abbastanza velocemente e riesce a puntare in maniera istintiva, anche con il bersaglio in movimento.
Il rinculo piuttosto mite e l’impennamento ben controllabile, danno la possibilità al cacciatore, partendo con tutti e due i cani armati, di sparare un bruciante secondo colpo restando in mira sul bersaglio.
Le cartucce Remington nelle canne Kodiak arrivano alla velocità di 380-385 metri al secondo, cui corrispondono circa 200 kgm. Questa cartuccia da impiegare sulle brevi distanza assicura una letalità non modesta, causata dalla profonda penetrazione della sua grossa e pesante palla calibro .45. Le cartucce Winchester Super X con proiettile Jhp di 300 grani hanno raggiunto i 535-555 metri al secondo, con energie cinetiche intorno ai 300 kgm, andando a costituire un apprezzabile miglioramento rispetto alle più tranquille cartucce con proiettile di 405 grani.

La Kodiak Mark IV nel nostro paese è destinata alla caccia al cinghiale, considerata la sua potenza e predisposizione verso le prede più coriacee.
Quello che abbiamo descritto può essere considerato una sorta di ritorno al passato, per cercare di vivere le stesse emozioni che si provavano un tempo, quando la tecnologia era molto più semplice di quella attuale, ma che garantiva comunque prestazioni da urlo.
La Davide Pedersoli si propone come l’azienda che soddisfa le esigenze degli intenditori, dei nostalgici, degli appassionati di storia delle armi. L’autonomia produttiva della Pedersoli su tutti i componenti necessari per l’assemblaggio delle armi, è un’altra garanzia di successo di questa azienda. La filosofia della Davide Pedersoli è quella di ripercorrere la storia delle armi con prodotti di qualità superiore anche nelle riproduzioni.
D’altronde, la storia è maestra della vita.

Pedersoli Kodiac Mark Pedersoli

Scheda tecnica

Tipo: express giustapposto
Calibro: .45-70 )disponibile anche in 8×57 Jrs e 9,3x74R)
Funzionamento: batteria a molla avanti, cani esterni a rimbalzo
Estrattori: manuali
Scatto: bigrillo
Chiusura: duplice Purdey
Canne: lunghe 610 mm (560 mm in 8×57 Jrs e 9,3x74R), assemblate a monobloc, rigatura destrorsa a 6 principi con passo di 460 mm
Mire: mirino con grano di ottone innestato su rampa antiriflesso, tacca di mira a tre fogliette abbattibili
Lunghezza totale: 1.035 mm
Peso: 4.570 grammi (4.400 grammi negli altri calibri); gruppo canne 2.600 grammi
Calcio: principe di Galles in noce scelto finito a olio con guanciale e calciolo in gomma piena; zigrinatura manuale a passo medio
Materiali: acciaio al carbonio, calciatura in legno
Finiture: canne brunite, bascula tartarugata
Numero del Catalogo nazionale: 5.494 (arma da caccia)
Altre versioni: Extra lusso con incisioni su bascula e parti in acciaio color argento vecchio; disponibili canne lisce intercambiabili calibro 20

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Meloni Pierfilippo
Giornalista pubblicista e fondatore di Caccia Passione. Correva l'anno 2002 quando diedi vita al portale internet, mettendo a frutto tre grandi passioni, quella in lettere moderne, l'altra per l'informatica e altresì per l'attività venatoria. Negli anni Caccia Passione è divenuto Testata giornalistica ove oggi scrivono le migliori "Penne" giornalistiche d'Italia.

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