La Regione Calabria sta intensificando il piano di selezione del cinghiale

Il Dipartimento dell'Agricoltura ha snocciolato alcuni dati interessanti per quel che riguarda Crotone, Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria.

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Caccia al cinghiale

Selezione del cinghialeLa Regione Calabria ha deciso di intensificare la lotta ai cinghiali tramite il piano di selezione. Come reso noto dal Dipartimento dell’Agricoltura, i selettori che sono stati coinvolti sono circa 160 e risultano attivi dalla metà dello scorso mese di marzo. Per quel che riguarda le zone, invece, si tratta di quattro provincie: Cosenza, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, in cui ci sono stati 120 abbattimenti. Secondo quanto riferito dall’ente locale, le aziende agricole hanno manifestato il loro gradimento per l’attività svolta, dato che le produzioni sono state tutelate, senza dimenticare la salute e l’incolumità dei cittadini.

Come sottolineato da Giacomo Giovinazzo, dirigente generale dello stesso Dipartimento: “Essendo ben consapevoli dei risvolti negativi dell’emergenza cinghiali, non solo nei confronti delle attività economiche, ma anche dai punti di vista ambientale, sociale e sanitario, stiamo operando per tenere sotto controllo la situazione e riportarla nei limiti della normalità. Il nostro obiettivo è infatti quello di far sì che gli interventi previsti possano condurre a risultati dal beneficio non solo momentaneo, riportando le popolazioni di cinghiali in equilibrio con gli altri fattori territoriali, tutelando anche il patrimonio rappresentato dalla fauna selvatica, che è un bene ambientale di valore per il genere umano.

Stiamo lavorando per portare a compimento il vecchio piano triennale in proroga fino ad agosto, ma intendiamo concluderlo prima della data stabilita, entro la quale abbatteremo 500 capi in tutte e quattro le province. Contemporaneamente, stiamo ultimando il nuovo piano triennale di selezione, che entrerà in vigore subito dopo agosto, nel quale vogliamo inserire una zonizzazione dei danni, realizzabile grazie soprattutto alle segnalazioni ed ai contribuiti degli agricoltori e dei cittadini, che devono continuare a fornirci indicazioni sulle zone maggiormente colpite dal fenomeno, per permetterci di intervenire al meglio”.

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