Si spara a cinghiali, volpi, lepri e conigli, stop alla caccia al germano reale, alla moretta, all’alzavola, alla gallinella d’acqua, alla beccaccia.
La lista delle specie cacciabili, quindi, risulta notevolmente ridotta, finché la Regione Lazio non provvederà a redigere un altro calendario venatorio, conforme alle indicazioni dell’Ispra. Il Tar del Lazio, infatti, ha accolto il ricorso presentato da alcune Associazioni ambientaliste (WWF, Lega Antivivisezione, Lega Abolizione della Caccia, ENPA e LIPU) contro il calendario venatorio regionale che legittimava il prelievo dell’avifauna, indicata come “specie in stato di conservazione sfavorevole” dall’Ispra, (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole, tiene a precisare: “Il calendario venatorio della Regione non è assolutamente sospeso e l’attività venatoria continua nel rispetto delle regole. Sono vicina alle istanze del mondo venatorio e procederò nei tempi e nei modi più adeguati per andare incontro alle esigenze dei cacciatori”.
Valentina Stefutti (avvocato che ha coordinato l’azione legale per il Wwf): “La Regione ha emanato un calendario illegittimo, ha dato ai cacciatori il permesso di sparare per un periodo troppo prolungato a specie di uccelli, quasi tutti migratori, che rischiano di non potersi più riprodurre. Per l’avifauna l’Ispra aveva invece dato indicazione di chiudere molto prima il periodo delle doppiette. Un comportamento assolutamente scriteriato. La presidente Polverini ha emanato un decreto che non rispetta le normative europee. Un grave errore, perché l’Italia il 15 luglio scorso è già stata condannata dalla Ue perché le sue leggi sulla caccia non sono conformi a quelle dell’Europa”.
Il Tar, con la sua decisione, ha accolto in parte le richieste delle associazioni ambiantaliste, e sottolinea, inoltre, che, “in caso di inottemperanza dell’amministrazione regionale l’attività venatoria dovrà ritenersi non consentita nei periodi compresi tra le date di chiusura proposte dall’Ispra e quelle, posticipate, previste nel calendario della Regione”.
Restiamo in attesa delle modifiche che apporterà la regione Lazio.
Giornalista e fondatore di Caccia Passione. Correva l'anno 2002 quando diedi vita al portale internet, mettendo a frutto tre grandi passioni, quella in lettere moderne, l'altra per l'informatica e altresì per l'attività venatoria. Negli anni Caccia Passione è divenuto testata giornalistica ove oggi scrivono le migliori "Penne" giornalistiche d'Italia.
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