Le osservazioni di Arci Caccia Pistoia sulle modifiche al regolamento del capriolo

L'associazione ha reso pubblico il proprio punto di vista e quanto spiegato all'Ambito Territoriale di Caccia Pistoia 11.

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Caccia a daini e caprioli

Regolamento del caprioloL’Arci Caccia provinciale di Pistoia ha reso pubbliche le proprie osservazioni sulla delibera del nuovo regolamento del capriolo. Si tratta del comunicato inviato all’Ambito Territoriale di Caccia Pistoia 11. Ecco cosa si legge nella nota: premesso che c’era un impegno dell’ATC a semplificare i vari Regolamenti appare come quest’impegno sia stato assolto in parte e anzi in alcuni casi alcune norme vanno in senso contrario e per quanto ci riguarda non condivisibili. In particolare la localizzazione delle altane, tramite il gestionale informatizzato va bene, mentre per i punti sparo troviamo questa norma non conforme al principio della semplificazione sopra ricordato e un adempimento burocratico che si può evitare.

E’ stata accolta e condivisa la richiesta di abolire i censimenti a vista nel DDG conservativo, per la realtà del territorio da censire, ma in contemporanea con l’art. 10 c’è l’inserimento di una prestazione d’opera obbligatoria anche per coloro che hanno effettuato tutti i censimenti previsti. Quando invece la prestazione d’opera, certamente utile, dovrebbe servire a recuperare le assenze giustificate ai censimenti. La prova di tiro diventa facoltativa e premiante per chi la effettua, quindi non più obbligatoria dando il segnale che nei fatti questa non serve, e se l’ATC ritiene che questa non serva per il prelievo in selezione, visto appunto che è facoltativa, tanto vale abolirla tanto il cacciatore diligente e interessato la può fare senza l’eventuale premio per la sua graduatoria.

Comunque, nel caso che invece si ritenga utile la presentazione della prova di tiro, questa deve essere obbligatoria e va fatta per il vero scopo di questa, e cioè verificare la corretta taratura della carabina e/o per tutte le carabine che si utilizzano, dato che è ovvio che la prova serve a verifica della corretta taratura e non a misurare l’abilità del cacciatore al tiro, visto che, tra l’altro, una non corretta taratura può annullare anche l’eventuale abilità. Non viene citato alcun obbligo per la sbiancatura dei crani e la loro conservazione per le teste dei maschi visto che possono essere utilizzate per eventuali mostre dei trofei, mentre va bene non prevederla per i piccoli e le femmine. Si introduce la norma, secondo il nostro parere, da modificare, che obbliga il cacciatore a conferire tutti i capi al Centro di Controllo, quando era sufficiente per chi non lo conferisce alla filiera, il controllo diretto da un Rilevatore biometrico o in alternativa la conservazione della testa per eventuali controlli.

Questa norma complica di non poco il comportamento del cacciatore e i compiti da adempiere, e crea un aggravio pesante, sia al responsabile del centro, che ai rilevatori per quanto previsto anche al successivo art. 22. Una norma che può avere ripercussioni negative sul prelievo (per eventuali abbandoni da parte di cacciatori che si potrebbero ritirare dal prelievo per una disciplina, burocratica e inutile, già ci sono alcuni pronunciamenti in questo senso). Nello stesso tempo questa norma può incidere negativamente sulle disponibilità dei biorilevatori (già scarse) per gli oneri e per l’impegno previsto, che va ben oltre alle disponibilità fino ad oggi a loro richieste.

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