Pistoia, infondata la notizia della richiesta di chiusura della caccia al capriolo nelle aree non vocate

Lo ha precisato la Confederazione Cacciatori Toscani dopo la delibera per la gestione di caprioli e cervi nel proprio territorio.

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URCA di Macerata

Caccia al caprioloL’Ambito Territoriale di Caccia Pistoia 11 ha approvato una delibera per la gestione di caprioli e cervi nel proprio territorio. Alcune associazioni venatorie e agricole si sono scagliate contro la decisione e per la Confederazione Cacciatori Toscani non sono stati capiti a fondo i contenuti del documento. In questo territorio le modalità di caccia hanno provocato degli squilibri nel prelievo del cervo, come sottolineato dall’ATC pistoiese.

In pratica gli abbattimenti dei maschi adulti si sono concentrati nelle aree non vocate, mentre in quelle vocate gli abbattimenti principali sono stati quelli degli esemplari di sesso femminile. Riguardo al capriolo, invece, la delibera dell’Ambito toscano ha messo in luce come l’area di Montalbano abbia le stesse caratteristiche di aree toscane vocate alla specie. La mancanza quasi totale di danni ha indicato poi una presenza non problematica della specie.

CCT ha anche aggiunto nuove critiche alla Legge Obiettivo, inadatta a gestire le specificità tipiche di una regione articolata come la Toscana (dal punto di vista venatorio e conservazionistico). La notizia della richiesta di chiusura della caccia al capriolo nelle aree non vocate del Pistoiese è totalmente infondata. L’impressione è che la polemica su questo argomento proseguirà ancora a lungo nel corso delle prossime settimane.

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