Legge obiettivo sugli ungulati, assemblea della CCT a Grosseto

Il prossimo 22 aprile la confederazione cercherà le risposte ai quesiti più urgenti, in particolare la valorizzazione delle squadre di caccia al cinghiale.

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Calabria

Legge obiettivo sugli ungulatiLa Confederazione Cacciatori Toscani ha indetto per il prossimo 22 aprile una assemblea pubblica a Grosseto per discutere della legge quadro sugli ungulati di recente approvazione. È una vera e propria mobilitazione e la CCT ha deciso di invitare gli amministratori e le forze politiche locali, oltre all’assessore regionale Marco Remaschi: l’invito è proprio quello di partecipare in maniera numerosa, così da far sentire la voce del mondo venatorio unito. Di cosa si discuterà nello specifico?

Anzitutto bisogna precisare che l’appuntamento è previsto alle 17:30 presso l’Hotel Granduca. L’assemblea servirà a sollecitare risposte urgenti alle domande principali poste dalla stessa confederazione. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di definire dei piani e delle aree vocate per accogliere i suggerimenti del mondo venatorio. L’incontro ha lo scopo, poi, di applicare una volta per tutte delle nuove norme che siano capaci di valorizzare realmente il ruolo e il contributo delle squadre di caccia al cinghiale.

Ci sono altri due aspetti da non sottovalutare, cioè la restituzione agli Ambiti Territorial di Caccia del ruolo e delle competenze che sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi della legge toscana, e il superamento dei ritardi per quel che riguarda l’impiego di strumenti già disponibili, in primis l’applicazione dell’articolo 37 della legge 3 del 1994 (“Controllo della fauna selvatica”).

L’argomento è attuale come non mai in Toscana, a causa del numero eccessivo di ungulati: si parla di circa 200mila caprioli, 200mila cinghiali, 4mila cervi e 8mila daini. La legge obiettivo è stata proposta con una durata complessiva di tre anni e per introdurre parametri, effettuare monitoraggi e predisporre un apposito piano di interventi. Tra gli obiettivi da raggiungere c’è anche l’assenza di zone regionali in cui le specie citate in precedenza possano proliferare in maniera indisturbata.

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