A Lerici i cacciatori proteggeranno l’area archeologica dai cinghiali

Il comune spezzino e l'Ambito Territoriale di Caccia si sono accordati per tutelare Barbazzano dal degrado e dagli ungulati.

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Spina Verde

LericiIl Comune di Lerici e l’Ambito Territoriale di Caccia della Spezia hanno siglato un accordo molto interessante che riguarda da vicino l’area archeologica di Barbazzano, la cui storia documentata è rintracciabile dall’anno 1152 all’anno 1584. L’intesa prevede che i cacciatori spezzini si occupino della cura di questa zona, con interventi di pulizia, manutenzione e bonifica. Nell’area si trovano olivi antichi e rovine di grande interesse storico, i cacciatori saranno incaricati di tutelarla in maniera volontaria e seguendo il coordinamento dell’ATC ligure. Non si potranno comunque utilizzare i diserbanti e neppure gli altri prodotti chimici.

Come ha spiegato Domenico Agosto, referente provinciale dell’Ambito e della gestione e controllo dei cinghiali nella Val di Magra, e come è stato riportato dal portale Cittadellaspezia.com, il Comune ha contattato i cacciatori proponendo una iniziativa in favore dell’intera comunità. Il borgo di Barbazzano ha bisogno di una manutenzione molto accurata e l’obiettivo è quello di farlo tornare finalmente a splendere grazie a queste squadre.

Tra l’altro, l’area archeologica è diventato uno dei rifugi privilegiati per i cinghiali, di conseguenza non si dovrà pensare soltanto alla pulizia e al decoro. Secondo Agosto, la zona sarà liberata dai rovi e dalla vegetazione che la infesta, per poi provvedere all’allontanamento degli ungulati, i quali saranno costretti a riparare nei boschi, il loro habitat naturale e senza dubbio meno pericoloso. Il fatto che i cinghiali siano nell’area spezzina significa che sono troppo vicini all’abitato, per non parlare dei danni che provocano, non soltanto ai raccolti.

In zona si è deciso di utilizzare le foto-trappole e si avranno presto dei dati precisi su questa popolazione, per il momento si possono stimare tra i 150 e i 200 esemplari. Altro problema è quello dell’alimentazione garantita ai cinghiali quando sono piccoli da alcuni cittadini, un dettaglio trascurato e che viene preso in considerazione soltanto quando i selvatici diventano grandi e ingombranti. Si attende l’intervento a breve, nella speranza che l’emergenza dei cinghiali (molto sentito e attuale come in altre parti d’Italia) possa essere risolta una volta per tutte.

Il ricorso ai fucili è escluso, almeno è questo quello che trapela dalle dichiarazioni ufficiali delle parti interessate. Le previsioni di Agosto parlano di una conclusione dell’operazione di cui si sta parlando nel giro di qualche settimana: l’inizio è previsto per la settimana che comincerà fra tre giorni, confidando in condizioni meteorologiche favorevoli. I cacciatori impiegati saranno quelli di cinghiali di Ameglia e Lerici, un gruppo composto da un centinaio di persone.

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