CIA Umbria: “Gli attacchi dei lupi sono sempre più aggressivi”

L'associazione ha auspicato interventi urgenti alla luce delle ultime denunce e del numero preoccupante della popolazione di questi animali (oltre duemila).

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Lupi - Canis Lupus

CIA UmbriaDopo l’allarme lanciato in Piemonte e nelle Marche, i lupi stanno destando preoccupazione anche in una regione vicina, l’Umbria. L’ultimo appello della sezione locale della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) è eloquente, gli animali non sembrano più intenzionati a fermarsi e stanno continuando a depredare le campagne in assenza di qualsiasi ostacolo contro di loro. L’associazione ha raccolto un numero sempre maggiore di denunce e segnalazioni dei produttori e allevatori che sono stati colpiti da questi attacchi, pericolosi per i raccolti agricoli ma anche e soprattutto per l’incolumità loro e delle famiglie. Una delle ultime aggressioni è avvenuta nel territorio di Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia.

La CIA Umbria ha ricordato nel suo comunicato ufficiale gli ultimi episodi più sfortunati e in questa occasione è tornata a proporre delle iniziative specifiche alle autorità competenti, in modo da arginare il fenomeno e, più in generale, di contenere la fauna selvatica nella regione (il riferimento ai cinghiali è chiaro). La lamentela principale riguarda il fatto che le risposte fornite finora non siano efficaci e che il dramma vissuto dagli agricoltura venga vissuto in modo distacco e addirittura indifferente da chi invece dovrebbe attuare delle strategie di contenimento e prevenzione dei danni.

Come sottolineato dalla confederazione, i lupi umbri tendono a colpire le aziende zootecniche che si trovano nelle aree più marginali di questo territorio, quelle in cui ci sono allevamenti di pregio, come ad esempio i bovini di razza Chianina e gli ovini di razza Appenninica. I danni economici principali sono registrati in località come Umbertide, San Venanzo, Pietralunga e tutta la Val Nerina. L’auspicio è che le autorità che sono competenti in questo ambito possano prendere atto al più presto dei dati più recenti che sono stati diffusi anche da giornali autorevoli e seguiti.

Si sta parlando di una popolazione di lupi sull’Appennino superiore alle duemila unità, una situazione completamente diversa rispetto a quella di pochi decenni fa. In passato il lupo era una specie in via di estinzione e dunque doveva essere protetto, al giorno d’oggi bisogna riflettere sulle nuove necessità. Il Ministero dell’Ambiente ha provveduto a stilare un documento con cui si potrà introdurre una deroga per la cattura degli animali selvatici in sovrannumero. La CIA Umbria si attende comunque che prima di questo intervento si indennizzino al 100% gli allevatori danneggiati e si studino delle soluzioni che possano essere applicate sia nella regione che in quelle confinanti (Marche e Toscana) per tentare di eliminare o ridurre in maniera significativa il fenomeno.

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1 COMMENTO

  1. Sino a che nelle trasmissioni televisive (Telenova) che parlano dei danni creati dal Cinghiale e dell’aumento dei Lupi e degli altri ungulati ci vanno i rappresentanti nazionali ARCI e Legambiente , che NON hanno spiegato ai telespettatori ed ai conduttori televisivi, cosè e cosa vuole dire Densità Biotica o Biologica, oltre che la Densità Agroforestale Faunistica per una specie, (come dicono in Lombardia hai voglia di sfogliare verze) è ora di far capire alla gente che l’equilibrio ambientale è una bilancia e quando il piatto pende da una parte o dall’altra, che sia creato dagli animali o dall’uomo, cè sempre uno scompenso ecologico, che per ripristinare la parità del piatto se ciò dipende da una specie che con il suo aumento è diventata problematica, bisogna volenti o nolenti anche abbattere.
    un saluto

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