Sfoghi rabbiosi
All’indomani dell’incredibile approvazione al Senato del DDL 1552/2025 riguardante la tanto attesa (e indispensabile) revisione della legge 157/92, tutti i grandi organi di informazione sono stati letteralmente invasi dalla rabbiosa reazione del mondo animalista. Una reazione non solo prevedibile ma addirittura scontata che ha rispolverato la solita serie di luoghi comuni intrisi di allarmismi, basati sulle disgustose falsità che ormai tutti conosciamo bene e che non hanno il benché minimo fondamento di verità.
Le verità principali
Non è inutile ricordarle (almeno quelle che fanno più presa sulla pubblica opinione):
– aumento delle specie cacciabili = ma quando mai? Le specie sono fissate dalla UE;
– doppiette sulle spiagge = altra favoletta per sgomentare cittadini e politici impreparati;
– caccia tutto l’anno = questo è ridicolo perché i periodi sono sempre fissati dalla UE;
– via libera agli spari sulla neve = in tutta Europa, si tratta di una attività normale;
– una minaccia alla biodiversità = è esattamente il contrario perché, come avviene in Europa, solo una attività venatoria moderna, preparata e consapevole può riuscire a fermare lo scempio ambientale causato da alcune specie, spesso alloctone, che sono ormai fuori controllo;
– sì ai cacciatori provenienti dall’estero = in quasi tutto il mondo è la norma e rappresenta una primaria e vitale fonte di reddito e un valido controllo di alcune popolazioni di fauna selvatica;
– Far West venatorio = basta leggere il DDL per rendersi conto che le sanzioni e le pene per il bracconaggio sono state severamente aumentate;
– caccia nelle aree protette = altra ridicolezza messa in giro da chi non ha capito la differenza fondamentale fra la caccia e una attività (necessaria e richiesta) di controllo di alcune specie, effettuata da personale formato e sotto la supervisione delle autorità e delle forze dell’ordine.
I cacciatori hanno perso la voce
Detto questo, per dovere di chiarezza e per rispondere a tono alle isteriche (e politiche) reazioni animaliste, passiamo ora ad esaminare il silenzio pressoché assoluto con il quale il mondo della caccia ha accolto quella che avrebbe dovuto essere una grande vittoria, anche se parziale. L’inerzia è stata totale! I cacciatori hanno perso la voce e sono rimasti senza telefoni e computer, probabilmente impegnati in lunghe nuotate (senza doppiette) o rilassanti passeggiate in montagna. No, cari soci! No, amici cacciatori: non è questo che ci si aspettava da voi! E se qualcuno pensasse di aver già raggiunto la modifica della 157, ebbene, sbaglierebbe di grosso e la delusione sarebbe enorme. Ora, come ho già scritto, si apre il “secondo tempo”, una frazione di lavoro e di impegno durante la quale può succedere di tutto, e pensare che l’uno a zero del primo tempo ci possa garantire sicurezza sarebbe una follia.
Il Governo e l’intera maggioranza (ai quali va doverosamente la nostra gratitudine) hanno fatto la loro parte fino in fondo con coerenza e grande coraggio politico. Hanno ottenuto l’approvazione del DDL in Senato nonostante lo scetticismo di molti cacciatori e, soprattutto, nonostante le migliaia di ingannevoli e infondati emendamenti presentati dall’opposizione più integralista dei noti Bonelli, Fratoianni e Conte – spalleggiata inaspettatamente e incredibilmente proprio dal PD – che ha tradito le sue radici popolari e democratiche. Nel ringraziare tutti quei politici che non si sono fatti trarre in ostaggio dall’ideologismo animalista, e incitandoli a proseguire fino in fondo questo cammino tecnico-scientifico che considera la gestione della fauna selvatica un primario dovere ambientalista, dobbiamo avere il coraggio di rimboccarci le maniche per poterci considerare artefici e interpreti del nostro futuro. Senza continuare a delegare passivamente, ma pronti, anche noi a fare la nostra parte (Paolo Sparvoli, presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia).



































