Lunigiana, i cacciatori non possono sconfinare: abbattimenti in calo di un terzo

In tempo di Covid, approfittando dello stop alla caccia, la fauna selvatica è diventata sempre più padrona di boschi e campagne.

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Lunigiana

LunigianaCrollano del 30% gli abbattimenti di cinghiali in Lunigiana. In tempo di Covid, approfittando dello stop alla caccia, la fauna selvatica è diventata sempre più padrona di boschi e campagne. Le limitazioni agli spostamenti ha drasticamente ridotto l’attività di contenimento facendo mancare a bilancio oltre 800 abbattimenti. È quanto rivela Coldiretti Massa Carrara in occasione della diffusione del bollettino delle ATC della Toscana con quasi 16.784 cinghiali in meno abbattuti da ottobre a dicembre 2020.

“Le campagne – spiega Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – sono in balia dei cinghiali che nel frattempo hanno continuato a proliferare e scorrazzare provocando danni alle nostre colture e dalle nostre aziende. Occorre un impegno forte e condiviso di tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione definitiva al problema, continuando nello sforzo che stiamo portando avanti con l’assessorato, anche autorizzando le battute perse nel lockdown nel prossimo febbraio, con un’assunzione di responsabilità di tutto il sistema senza che prevalgano interessi di parte”.

Il raffronto tra il 2019 ed il 2020 relativamente ai mesi di ottobre, novembre e dicembre dipinge una situazione ben al di sotto le aspettative del piano di abbattimenti dell’Atc 13. “Prendendo a riferimento lo stesso periodo – conclude la Ferrari – balza agli occhi un dato: sono stati prelevati 843 cinghiali in meno rispetto alle previsione. Il meccanismo di contenimento è completamente saltato e a farne le spese sono solo le aziende agricole”.

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