Minacce e rappresaglie continue contro i cacciatori di Bolzano, la situazione è insostenibile

Da mesi in Alto Adige bisogna fare i conti con postazioni devastate, sedi imbrattate e minacce di morte.

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Cacciatori di Bolzano
Foto Fornari
Cacciatori di Bolzano
Foto Fornari

I cacciatori di Bolzano non possono dormire sonni tranquilli. I fatti che si sono susseguiti negli ultimi mesi non fanno presagire nulla di buono e chi svolge regolarmente l’attività venatoria deve fare i conti con minacce, insulti e blitz. Come segnalato da un cacciatore alla redazione di Caccia Passione, tutto è cominciato con l’inizio di questa stagione venatoria, in particolare dopo la distruzione di trenta altane usate per la caccia di selezione. I vandali non si sono limitati alla devastazione, ma hanno anche imbrattato le postazioni con insulti pesanti, il tutto firmato con la sigla ALF (Animal Liberation Front).

Nei primi fine settimana di caccia, inoltre, le gomme di circa 40 auto sono state tagliate e bucate, per non parlare dei disturbatori rumorosi e instancabili che hanno interrotto i prelievi con i loro fischietti. La cronaca ha registrato altri due episodi gravi, vale a dire l’aggressione di Nalles (con tanto di calci e pugni violentissimi) e l’assalto alla sede dell’Associazione Cacciatori dell’Alto Adige di Bolzano: la struttura è stata imbrattata con scritte minacciose nel dialetto del Südtirol (la frase è stata molto esplicita e può essere tradotta come “Cacciatore vigliacco, prima o poi prenderai una pallottola“).

Come se non bastasse tutto questo, il nostro lettore è stato oggetto di altre intimidazioni, visto che la sua macchina è stata graffiata con la scritta “assassino”, uno dei tanti, troppi attacchi e danneggiamenti che si stanno ripercuotendo sulla vita privata e familiare dei cacciatori bolzanini.

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