Parco delle Madonie, possibile aumento dei soggetti autorizzati ad abbattere cinghiali e daini

I piani di controllo attuali prevedono il coinvolgimento di poche persone: l'emergenza sta mettendo a rischo i centri abitati.

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Parco delle Madonie

Parco delle MadonieL’emergenza cinghiali e daini è sempre molto attuale nel Parco delle Madonie, l’area naturale che si trova in provincia di Palermo. Come reso noto dai presidenti dei consigli comunali di Bonpietro, Castellana Sicula, Isnello, Petralia Soprana, Pollina e Gangi, gli avvistamenti di questi ungulati sono numerosi, in particolare nelle zone vicine ai centri abitati. La sicurezza dei cittadini è a rischio e l’incontro di qualche giorno fa è stato sfruttato per proporre alla Regione Sicilia un aumento dei soggetti autorizzati ad abbattere i selvatici.

L’idea è quella di coinvolgere i cacciatori residenti nel territorio del parco, ovviamente dopo aver seguito appositi corsi di formazione e aver ottenuto le necessarie autorizzazioni. Secondo quanto previsto dalla normativa regionale, ai piani di controllo possono prendere parte i dipendenti dell’ente parco, le guardie venatorie provinciali, le guardie forestali, le guardie comunali con licenza di caccia e i proprietari e conduttori dei fondi in cui bisogna intervenire.

Il numero è quindi limitato e per i vari comuni si potrebbe far meglio con una platea allargata. Nelle prossime settimane ci sarà un altro incontro, mentre fra due giorni, venerdì 22 dicembre 2017, il consiglio del Parco delle Madonie prenderà atto delle delibere votate sulla modifica della legge regionale.

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