La piroplasmosi: una malattia in agguato anche in inverno

La piroplasmosi è una malattia causata dalle zecche che colpisce i cani anche durante la stagione più fredda

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Caccia Pratica e Sant'Uberto
piroplasmosi
Cani durante una battuta di caccia

Tradizionalmente la primavera è la stagione in cui zecche e pulci sono pronte a colpire i nostri amici a quattro zampe, durante una passeggiata o una battuta di caccia. Se con l’arrivo della stagione fredda eravamo convinti di mettere al sicuro la salute del nostro fido compagno, purtroppo dobbiamo ricrederci. Con la tendenza ad avere inverni sempre più miti, la diffusione di zecche o altri parassiti è sempre in agguato e per garantire il benessere del nostro cane è bene non abbassare mai la guardia.

Tra le malattie che possono colpire il cane da caccia, una delle più diffuse è la piroplasmosi. La malattia è causata da un protozoo, la babesia canis, l’intensità e il suo sviluppo variano a seconda del soggetto. In linea generale si manifesta attraverso un’anemia che intacca i globuli rossi e nei casi peggiori porta alla morte.

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Cani da caccia

I cani da caccia sono particolarmente soggetti a questo tipo di malattia, perchè la zecca è presente nei campi anche in inverno, quando le temperature sono più basse. L’infezione scaturisce attraverso il passaggio della zecca, portatrice del protozoo, da cane malato a cane sano. La Babesia femmina, inoltre, è molto pericolosa perchè può trasmettere la malattie anche alle sue larve, che in genere arrivano fino a 8000.

La pericolosità della malattia, sta anche nella rapidità con cui si diffonde. Recentemente si è scoperto che l’infezione colpisce il cane dopo circa 48 ore dal morso e dalla presenza continuativa della zecca sulla cute. Il tempo di incubazione, invece, varia da 1 a 3 settimane. Per questo motivo uno dei consigli è quello di controllare il vostro amico a quattro zampe dopo ogni uscita, in modo da individuare prontamente il protozoo e contattare il veterinario per un consulto immediato e puntuale.

Nel caso di cani infetti, il microorganismo entra nel sangue riproducendosi velocemente ed infetta i globuli rossi. A seconda del soggetto la reazione sarà diversa, da quella più lieve a quella più pericolosa, fino ad arrivare in alcuni casi al decesso.

Ne non siamo riusciti ad individuare la zecca, per capire se il nostro amico a quattro zampe è stato infettato, ci sono dei sintomi inequivocabili. I principali sono l’anemia e la febbre, in questo caso il cane sarà affetto da pallore delle mucose, tachicardia, anoressia ed uno stato di debolezza.

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Cane da caccia

Se l’infezione è stata lieve, il cane sarà affetto da febbre, poco appetito accompagnato da una debolezza diffusa. Nella forma più acuta, a questi sintomi si aggiungono anemia, vomito e letargia. La forma più grave comporta anche l’eventuale coma, fino al caso più estremo della morte. Per avere una diagnosi precisa e sicura, bisogna rivolgersi al veterinario, che con esami specifici riuscirà ad individuare il giusto trattamento.

Se diagnosticata in tempi brevi, la malattia può essere curata attraverso farmaci specifici per questo tipo di malattia. Nei casi più gravi, il medico potrà decidere di ricorrere anche alla trasfusione di sangue.

Come in tutte le malattie che possono mettere a rischio la salute del nostro amico a quattro zampe, il nostro compito principale è la prevenzione. Oltre a controllare il pelo del cane dopo ogni uscita, è bene prevenire attraverso l’utilizzo di antiparassitari cutanei. A questo va aggiunta l’importanza di rivolgersi al veterinario ogni volta che notiamo nel cane problemi di salute, senza ricorrere al fai da te che potrebbe comportare ulteriori problemi e mettere in serio pericolo il benessere del nostro fedele compagno di caccia.

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