Stambecco. Cosa aspettano?

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Stambecco italiano in zona alpina
Stambecco. Lo stambecco è sottoposto a misure di protezione regolate da differenti legislazioni nazionali che prevedono in taluni casi il divieto assoluto di caccia (Francia, Germania e Italia) ovvero autorizzano abbattimenti selettivi (Svizzera, Austria e Slovenia).

Riportiamo in breve sintesi il parere di altri illustri tecnici. Luca Pedrotti (Livigno, 2007 Uncza): ”anche le aree protette non debbono chiudersi!”. Guido Tosi, Docente universitario Insubria :” necessità della gestione faunistico/venatoria ad evitare rischi di bracconaggio e di possibili malattie”.

Altro esempio quello della reintroduzione dello stambecco nel Parco nazionale sloveno del Triglav. Al rilascio è seguito l’immediato intervento venatorio, come d’uso in Slovenia (Veljko Varicak   Caccia Alpina, Marzo/Aprile 1990 ):” fattore importante è che dal primo giorno dell’immissione si inizi con l’abbattimento sanitario di tutti gli esemplari che diano eventuali segni di malattia, lesioni o che siano palesemente debilitati. In tal modo si permette alla nuova popolazione di rinforzarsi”.

Nel 2006, nell’ambito del “Progetto  stambecco Marmolada”, grazie al finanziamento del Safari Club International – Italian Chapter (in particolare di Gianni Castaldello) e all’opera del Corpo Forestale dello Stato (ed in particolare di Paolo De Martin, il maggio esperto di selvatici del Friuli Venezia Giulia), sono stati prelevati nel Tarvisiano  11 capi, rilasciati sulla Marmolada, con effetto positivo. Dell’evento è stato dato ampio spazio dal Canale “Caccia e pesca”, ma non dalla stampa che si è ben guardata dal sottolineare che l’evento era stato reso possibile dal finanziamento dei cacciatori del Safari Club.

Tecnicamente, il prelievo di questi capi sta a significare che la popolazione di stambecchi  del Tarvisiano è matura per una gestione faunistico/venatoria. Dalla relazione di Paolo De Martin,  “Situazione dello stambecco nella Foresta di Tarvisio” (Valcanale Verde- Marzo/Aprile 1989) risulta che, in dieci anni, con l’immissione iniziale di 18 capi (9 maschi e 9 femmine) si erano riscontrate 35 nascite (17 maschi e 18 femmine), 4 perdite, con una rimanenza sul territorio di 45 esemplari, cui si aggregavano le colonie esistenti a Bovec, sul Triglav e sul Parco delle Prealpi Giulie. Oggi nel Tarvisiano si stimano 7/800 stambecchi fissi.

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