Strategia biodiversità, on. Dreosto chiede attenzione a Comunità Europea

Da qualche settimana al Parlamento europeo si continua a lavorare sulle proposte di modifica delle linee guida.

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Dreosto

DreostoDa qualche settimana al Parlamento europeo si continua a lavorare sulle proposte di modifica delle linee guida della Strategia sulla biodiversità. A seguito di più di milleduecento emendamenti presentati é stato proposto un testo di compromesso con una serie di punti, ad oggi in continua evoluzione. Lo comunica l’On. Marco Dreosto che osserva “alcune parti appaiono migliorate, come la proposta di inserire le autorità locali e le comunità interessate nella gestione delle aree protette, l’integrazione di misure ed incentivi finanziari per il settore pubblico e privato per azioni di sostegno green e la previsione dell’educazione ambientale come parte integrante dei sistemi educativi”.

Secondo il Vicepresidente dell’Intergruppo caccia e biodiversità alcune proposte non sarebbero però in grado di soddisfare una celere risoluzione dei problemi, altre addirittura risulterebbero controproducenti ed eccessivamente vincolanti. È il caso della gestione dei grandi carnivori, per la quale é stata inviata un’apposita missiva alla CE “benché sia stata espressa un’assunzione di consapevolezza dei problemi tra allevatori e grandi carnivori anche tramite l’adozione di misure adeguate di compensazione e di affrontare problema ibridazione del lupo, se la Commissione non agisce modificando lo status della specie negli allegati della Direttiva Habitat, gli Stati membri saranno sempre troppo limitati nella propria azione gestionale” asserisce Dreosto.

Altri punti critici sarebbero riferiti alla proposta di una legge sulla biodiversità che sia legalmente vincolante per gli Stati membri. Tra le altre proposte “border-line” Dreosto cita quelle dei verdi e della sinistra radicale, che vorrebbero equiparare il commercio legale di fauna selvatica con quello illegale, proponendo di ridurre addirittura il consumo di fauna selvatica e di voler introdurre i crimini contro la stessa, equiparando i reati ambientali come la pesca e l’uccisione illegale a più gravi attività criminali.

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