Travolto da due cinghiali mentre va in bicicletta, 13enne in ospedale

Il fatto è accaduto in provincia di Torino, fortunatamente gli ungulati sono fuggiti dopo la caduta del ragazzino.

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Bicicletta

BiciclettaMattia ha 13 anni e l’altra mattina stava andando a scuola in bicicletta, come fa ogni mattina quanto il tempo è bello e comincia ad essere caldo. Era partito poco dopo le 7 da Marentino (provincia di Torino) e pedalava spedito verso Andezeno dove c’è la scuola media che frequenta. In un tratto in discesa dal lato della strada tra l’erba e la boscaglia sono saltati fuori due grossi cinghiali che lo hanno travolto. Mattia è caduto dalla bicicletta facendo un volo di 4 metri: «Ha avuto paura che lo assalissero, voleva scappare ma per le ferite non riusciva ad alzarsi – racconta il papà Cristian Boniscontro, consigliere comunale a Marentino – Per fortuna sono scappati».

Sono stati attimi terribili: «È arrivata un’auto, alla guida c’era un volontario della Croce Rossa che ha soccorso mio figlio – continua Boniscontro – È stato portato in ospedale, la prognosi è di 15 giorni: ha sei abrasioni profonde e una ferita ad un braccio per cui sono stati necessari 5 punti di sutura». L’incidente riporta alla ribalta il problema dei cinghiali, oggetto di proteste da parte degli agricoltori anche domenica al Giro d’Italia. «Il piano della Città Metropolitana si è rivelato un fallimento – tuona il sindaco di Marentino Bruno Corniglia – I cacciatori hanno le mani legate e i cinghiali distruggono tutte le coltivazioni. Oltre a creare problemi di sicurezza». Punta il dito contro la strategia di Città Metropolitana anche la Coldiretti: «La zona dell’incidente – dice Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino – rientra nelle zone di ripopolamento e cattura, aree precluse alla caccia che hanno lo scopo di favorire la produzione di fauna selvatica stanziale, favorire la sosta e la riproduzione dei migratori. Queste aree hanno a oggi perso totalmente il senso per cui sono state ideate. Nel documento che ha istituito quella di Marentino lo scopo era quello di favorire la riaffermazione della lepre e della starna, mentre oggi sono diventate aree sicure per la proliferazione del cinghiale che ha occupato e devastato tutto» (La Stampa).

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