Trento, bocciata la proposta per aprire le strade forestali ai cacciatori

Insieme a questo provvedimento è stato detto no anche a quello che prevedeva l'istituzione di centri di sosta per la selvaggina.

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Provincia di Trento

Strade forestaliLa Terza Commissione del Consiglio Provinciale di Trento ha bocciato la proposta del consigliere Lorenzo Ossanna che prevedeva l’apertura delle strade forestali ai cacciatori. In pratica, una delle opzioni inserite nel provvedimento era quella del transito in auto per il mondo venatorio su questi itinerari. L’obiettivo del disegno di legge era quello di consentire l’attività anche ai cacciatori anziani e che hanno dei problemi di deambulazione.

I comuni trentini si sono però mostrati dubbiosi, come anche gli agronomi, i forestali e gli ambientalisti. La proposta è stata respinta con cinque voti contrari, uno astenuto e uno favorevole. Lo stesso discorso vale per i cosiddetti “punti di sosta”, vale a dire i magazzini all’interno delle aree venatorie per consentire alle doppiette di conservare la selvaggina abbattuta durante la pratica.

In questo caso la bocciatura è stata motivata col fatto che esistono già diverse strutture di questo tipo, i centri di controllo che svolgono la stessa funzione. La stessa Commissione ha invece dato parere favorevole al Disegno di legge proposto dall’assessore Zanotelli (Lega), con 4 voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza, un voto contrario e due astenuti. Il Ddl prevede l’aumento delle sanzioni per i cacciatori che non rispettano le norme. Secondo Zanotelli, le multe sono in linea con quelle nazionali.

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