WWF Umbria denuncia i consiglieri regionali che hanno votato il piano faunistico venatorio

I reati ipotizzati dall'associazione ambientalista sono due, vale a dire abuso d’ufficio e usurpazione di funzioni pubbliche.

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WWF Umbria

WWF UmbriaLa Regione Umbria (prima con l’approvazione del Piano faunistico venatorio in Consiglio regionale e poi con la pre-adozione delle modifiche al calendario venatorio da parte della Giunta) è andata avanti nella strada auspicata dai cacciatori, inserendo due giornate di preapertura per l’1 e l’8 settembre. Ma le doppiette umbre dovranno ancora aspettare per essere sicure di poter sparare già tra due domeniche. Il testo con le modifiche al calendario venatorio proposte dall’assessore Fernanda Cecchini dovrà infatti ottenere il via libera dalla III Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni (e qui non dovrebbero esserci problemi visto il voto espresso in Aula) e soprattutto dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Ma il passaggio decisivo, sempre che ce siano i tempi tecnici, potrebbe essere in tribunale, visto che il Wwf dell’Umbria, atraverso l’avvocato Valeria Passeri, ha subito presentato un esposto-diffida urgente a Regione e Ministero dell’ambiente perché venga annullato il Piano faunistico venatorio dell’Umbria, ritenendolo illegittimo in quanto “proveniente da organi privi di poteri decisionali in materia di piani e programmi”. Infatti, il Consiglio regionale, dopo le dimissioni di Catiuscia Marini, è stato sciolto, rimanendo in carica solo per l’approvazione di atti indifferibili ed urgenti. Tra i quali non rientrerebbe il Piano faunistico venatorio, secondo gli ambientalisti.

Per questo l’avvocato Valeria Passeri ipotizza nei confronti dei consiglieri che hanno votato il Piano faunistico venatorio il reato di abuso d’ufficio e usurpazione di funzioni pubbliche. Una delle argomentazioni che aveva convinto la maggioranza (trasversale) dei consiglieri a votare il Piano, nonostante il parere contrario degli uffici, era stata la considerazione della mancanza di conseguenze in caso di bocciatura, per chi aveva votato il documento, dato che l’approvazione del Piano stesso non comporta un ulteriore impegno di spesa da parte della Regione. Ma ci sono anche cacciatori che lamentano le limitazioni, ad esempio quelle relative al colombaccio, alle tortore ed ai corvidi (Tuttoggi.info).

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