La Regione Sicilia approva il calendario venatorio 2019-2020: 3 giornate di pre-apertura

Bisognerà attendere il 2 ottobre per quaglia, merlo, allodola, cesena, tordi, folaghe e quasi tutte le altre specie.

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Calendario venatorio

Calendario venatorioI cacciatori siciliani torneranno a sparare il 15 settembre, con una pre-apertura l’1. Arriva il nuovo calendario venatorio: l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera ha stabilito che la stagione si apra l’1, il 4 e l’8 settembre con il “pre-appostamento temporaneo” per colombaccio, gazza e ghiandaia, cui seguirà dal 15 settembre la “stagione vera”. Dalla metà del mese prossimo si potrà dunque sparare a conigli, volpi, gazze, ghiandaie, tortore e colombacci, mentre bisognerà attendere il 2 ottobre per quaglia, merlo, allodola, cesena, tordi, folaghe e quasi tutte le altre specie.

Fanno eccezione i cinghiali, cacciabili dal 2 novembre, e le beccacce, per le quali si spara dal 10 ottobre al 10 gennaio. Un calendario, per queste ultime, arrivato nonostante la contrarietà dell’Ispra, l’agenzia ministeriale che tiene d’occhio i dati ambientali: “L’Ispra – annota la stessa Regione nel decreto che fissa i termini del calendario venatorio – tenuto conto della forte pressione venatoria a cui è sottoposta la specie ritiene opportuna la chiusura della caccia al 31 dicembre, anche ai fini di una razionale e corretta gestione della specie”.

La Sicilia, però, non si adeguerà: “Tenuto conto del progetto Ali d’Italia, che si basa sull’analisi di dati dei capi abbattuti – aggiunge il decreto – reputa di potere pianificare una corretta gestione della specie basata su un prelievo sostenibile e pertanto posticipa la chiusura della caccia al 10 gennaio”. L’ultimo colpo di doppietta in Sicilia sarà sparato il 30 gennaio, quando si chiuderanno la caccia alla volpe e quella al cinghiale.

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