Abruzzo, il WWF è già pronto a ricorrere contro il calendario venatorio che ancora non c’è

L'associazione ha presentato le osservazioni e preannunciato ricorsi in materia di caccia in attesa del varo ufficiale.

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WWFIl WWF ha presentato le osservazioni e preannunciato ricorsi in materia di caccia e di calendario venatorio. Ecco cosa si legge nella nota dell’associazione: “Chi si aspettava una maggiore sensibilità sulle tematiche relative alla protezione della fauna selvatica è rimasto subito deluso. Alla prima occasione, quella della presentazione della proposta di calendario venatorio per la stagione 2019-2010, abbiamo potuto constatare un peggioramento evidente delle tutele per le specie cacciabili”, così dichiara Filomena Ricci, delegata regionale del WWF Abruzzo.

La proposta di calendario in discussione mira ad allungare la stagione venatoria per quasi tutte le specie cacciabili, ma non solo: prevede anche la caccia a due specie (pavoncella e moriglione) che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha chiesto alle Regioni di escludere dai rispettivi calendari venatori a seguito della valutazione di uno stato di conservazione sfavorevole. La Giunta Marsilio-Imprudente vuole concedere l’apertura anticipata della caccia a settembre a ben 23 specie! “Mai nessuno aveva osato tanto! Altre disposizioni sono contenute nella proposta di calendario venatorio come l’eliminazione di molti carnieri stagionali e giornalieri (strumento fondamentale per esercitare un controllo sulle attività venatorie) e la cancellazione di alcune previsioni di distanze minime dove poter esercitare la caccia.

Spariscono anche alcune limitazioni da sempre accordate alle aree a maggior pregio ambientale come siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale. Scompaiono le raccomandazioni relative al divieto di abbandono delle cartucce e al divieto di caccia sulle aree percorse da incendi. Con questa proposta la nuova Giunta Regionale intende annullare in un solo colpo tutte le innovazioni positive conquistate grazie alle sentenze dei giudici amministrativi che in questi ultimi quindici anni hanno quasi sempre bocciato le politiche filo-venatorie delle varie amministrazioni regionali che si sono succedute. Insomma, più che una proposta di calendario venatorio sembra una provocazione rivolta all’ambiente naturale abruzzese.

Il WWF Abruzzo ha presentato le proprie osservazioni chiedendo, tra l’altro, l’apertura unica generale al primo di ottobre, la riduzione dei periodi di caccia, l’eliminazione della caccia a febbraio e il ripristino dei carnieri giornalieri e stagionali. “La proposta di calendario venatorio della Regione non sta in piedi”, dichiara Dante Caserta, vice Presidente del WWF Italia. “Ci aspettiamo che l’ISPRA, unico istituto a carattere nazionale che per legge rilascia pareri obbligatori alle Regioni su ciascun calendario venatorio, non avvalli questo calendario venatorio che necessariamente dovrà essere rivisto. Se dovesse rimanere cosi, saremo costretti ancora una volta a ricorre al TAR”.

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