Due mesi dopo l’approvazione
Con Ordinanza cautelare n. 409, pubblicata oggi 11/7/2026, il TAR Veneto, IV Sezione, su ricorso delle associazioni Lega Abolizione Caccia, LAV, LIPU, ENPA, LNDC (patrocinate dall’avv. Claudio Linzola), ha sospeso alcune parti del calendario venatorio regionale per la stagione di caccia 2026/27, approvato lo scorso 13 maggio dalla Giunta.
Cosa è stato contestato
In particolare i giudici amministrativi hanno sospeso le parti del calendario venatorio veneto laddove:
– si autorizzava, nella provincia di Vicenza, la caccia da appostamento ai turdidi (Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo) per più di tre giorni a settimana nei mesi di ottobre e novembre 2026;
– si autorizzava , in tutto il territorio regionale, la caccia da appostamento all’allodola per più di tre giorni a settimana nei mesi di ottobre e novembre 2026.
Il TAR ha inoltre fissato la trattazione di merito della causa nell’udienza pubblica del prossimo 26 novembre, data in cui saranno affrontati altri aspetti del ricorso, come la data di chiusura della caccia alle specie Tordo sassello e Cesena, la validità degli studi prodotti dalla Regione Veneto a supporto del calendario, l’impiego di cartucce con munizionamento di piombo, la congruità del parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale.
L’esultanza animalista
Questo il commento dell’ENPA: “Prosegue il forte impegno del mondo ambientalista nella tutela della biodiversità e dell’avifauna migratrice, oggi più che mai minacciate dalle ipotesi di deregulation attualmente all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, attraverso la proposta di legge n. 2984 cosiddetta “sparatutto””.

































