Caccia in Romagna: Nel 2010 investiti 97mila euro per la prevenzione dei danni, anche grazie all’aiuto dei volontari Atc, chiusa la caccia in deroga allo storno e nuove norme per il 2011.
RAVENNA – Si è chiusa la caccia in deroga allo storno, mentre rimarrà apertà l’attività venatoria verso gli ungulati. Per i cacciatori, l’obbligo della riconsegna del tesserino della caccia controllata (Tcc) dà tempo fino al 31 marzo. Coloro che si sono dedicati alla caccia allo storno, entro il 28 febbraio devono provvedere a compilare la scheda riassuntiva a fine Tcc e consegnarla all’ufficio provinciale.
La Regione si è posta inoltre l’obiettivo di provvedere alla lettura ottica di tutti i tesserini, per fornire a Province e Atc l’analisi di tutti i dati, in tempo per organizzare la prossima stagione venatoria. Nel mese di gennaio, all’interno delle Zps si può cacciare, con esclusione degli ungulati, esclusivamente in due giornate fisse a settimana: giovedì e domenica.
La prevenzione contro i danni da fauna selvatica sono stati investiti 97mila euro (circa 20mila in più dello scorso anno). Sono stati 730 gli interventi di dissuasione, con l’impiego di trappole e armi da fuoco. “Qutest’anno – precisa l’assessore alla Caccia, Libero Asioli – utilizzando la rete del volontariato tipico dell’organizzazione degli Atc, si è riusciti a fornire un ampio e veloce supporto alle imprese agricole sia per la prevenzione dei danni da fauna selvatica che per il loro risarcimento”. Il risultato più evidente è la notevole diminuzione dei danni accertati, che al netto della franchigia di legge, ammontano ad un totale di 221.129 euro.
Corvidi, piccioni, storni, nutria, volpe e gambero rosso della Louisiana, saranno monitorati dall’osservatorio faunistico voluto dalla Regione manterrà aggiornati i dati dei censimenti, per realizare gli obiettivi imposti dal nuovo piano faunistico venatorio. E’ inoltre proseguita l’opera di monitoraggio sanitario della fauna selvatica, come volpe, gazza, ghiandaia; e inoltre, istrici e nutrie che tanti problemi arrecano agli argini pensili dei nostri corsi d’acqua, nonché agli ungulati che si trovano a condividere pascoli e aree agricole sempre più ristrette fra strade e cementificazioni.
Assieme agli Atc competenti per territorio, all’interno della gestione delle zone protette (zone di rifugio e Zrc), sono stati efficacemente sperimentati apposite recinzioni elettrificate per aiutare ripopolamento e riproduzione della fauna selvatica.
Nelle aree colpite dalla Chikungunya, sono stati prelevati campioni biologici necessari dalle nutrie presenti nelle zone fluviali. Controlli anche ai cavalli, portatori dell’agente eziologico della West-nile. Ma anche campioni biologici ed ematici di cinghiali, caprioli e volpi. Ad oggi non si registrano casi positivi. “La nostra Provincia – prosegue Asioli – è stata la prima ad essere ormai da tempo dichiarata indenne da brucellosi”.
La Polizia Provinciale ha svolto numerosi interventi in modo da mantenere il monitoraggio del territorio. A tale attività hanno preso anche le guardie giurate volontarie che, a seguito delle convenzioni firmate con la Provincia, svolgono attività di vigilanza coordinata.
Le violazioni maggiormente riscontrate riguardano il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, la mancata segnatura del tesserino regionale e il mancato rispetto degli orari per quanto riguarda le sanzioni amministrative. Mentre in materia penale si riscontrano casi di utilizzo del ripetitore acustico elettromagnetico.
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