I risultati dello studio
Una ricerca scientifica promettente? È presto per dirlo, ma l’ultimo studio del Roslin Institute dell’Università di Edimburgo fa sperare che ci sia una speranza contro la peste suina classica. I ricercatori, i quali fanno parte dello stesso ente che ha dato vita a Dolly (la prima pecora clonata della storia), sono riusciti a creare geneticamente dei maiali resistenti al virus. I risultati dello studio sono stati pubblicati su una rivista specializzata, “Trends in biotechnology”.
Amminoacido cambiato
In pratica, il gene Dnajc14 è stato ritoccato in modo da evitare la replicazione del virus stesso, una novità che potrebbe rappresentare una svolta per gli allevatori di tutto il mondo, Italia in primis. In particolare, i ricercatori scozzesi sono stati in grado di cambiare un singolo amminoacido, ottenendo cellule resistenti. I primi test hanno dimostrato come i maiali non fossero malati, certezza che è arrivata sia dal sangue che dai tessuti.
Nessuna differenza
Tra l’altro, i maiali geneticamente modificati e resistenti alla peste suina non hanno dimostrato stranezze o anomalie rispetto ai loro simili non creati appositamente in laboratorio. Ad esempio, i loro comportamenti sono stati identici e lo stesso discorso vale per la crescita, visto che non si sono registrate differenze di sorta. La difesa genetica dunque esiste, però le misure di biosicurezza tradizionali dovranno rimanere ancora a lungo.


































