Caccia: Grosseto, scontro tra Provincia e Regione sul problema ungulati

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Marras - SalvadoriDuro scontro tra Regione e Provincia sulla controversa questione dei danni causati dall’eccessiva proliferazione dei cinghiali all’agricoltura, del risarcimento dei danni e delle misure adottate per limitarli, tra cui l’abbattimento.

Tra i protagonisti principali dello scontro vi è il presidente della Provincia, Leonardo Marras, che attacca duramente la Regione, in particolare l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, sulla questione del contenimento degli ungulati affermando “Basta scaricare su di noi responsabilità che sono solo vostre”.

L’affermazione di Marras è una replica alle considerazioni di Salvadori dei giorni scorsi con le quali l’assessore sollecitava le Province e gli ATC a sbrigarsi nell’adottare le misure necessarie a diminuire la densità della popolazione di cinghiali.

Continua poi duramente Marras, “Visto da Firenze, il problema dei danni provocati dai cinghiali all’agricoltura, può sembrare un argomento “esotico” sul quale esercitarsi in proclami di facile presa. Visto dal nostro territorio, invece, si tratta di una questione molto seria, per affrontare la quale occorrono perseveranza e buon senso”.

Marras prosegue, “A Firenze sbagliano mira a richiamare all’impegno Province e Ambiti territoriali di caccia. Noi qui stiamo facendo tutto quanto nelle nostre possibilità per eradicare i cinghiali dalle zone non vocate e limitarne il numero complessivo, naturalmente a legislazione regionale vigente”.

La legislazione vigente infatti da un lato prevede nuovi strumenti d’intervento, già utilizzati da alcune province tra cui Grosseto, ma dall’altro lato la stessa legislazione prevede l’obbligatorietà dei pareri dell’ISPRA nell’adozione dei piani straordinari per il contenimento delle specie; i due lati della medaglia rallentano l’adozione degli interventi necessari e limitano allo stesso tempo il ricorso alla misura degli abbattimenti per contrastare il problema.

Proseguendo sulla questione attacca Marras, “Per ovviare al problema, la provincia di Grosseto ha anche sottoscritto un protocollo con ISPRA per evitare di chiedere il parere ogni volta che si utilizzano metodi “ecologici” di contenimento, come le catture o altre tipologie d’intervento. Ma per organizzare una battuta di caccia, che resta il metodo più efficace, dobbiamo sempre chiedere un’autorizzazione preventiva, per cui s’interviene sempre fuori tempo massimo”.

Conclude infine indignato il presidente “Stavolta quindi non accettiamo la solita messa in mora delle Province e degli ATC. Invito quindi il presidente Rossi e l’assessore regionale Salvadori ad assumersi le proprie responsabilità, portando in consiglio regionale modifiche alla normativa che ci semplifichino la vita, consentendoci di tutelare meglio le attività agricole, che è l’obiettivo di tutti”.

Per Marras a Grosseto la Provincia ha fatto quanto possibile per risolvere la questione; infatti mentre prima solo la Polizia Provinciale interveniva per il contenimento degli ungulati, attualmente ci sono circa 1.500 cacciatori abilitati che danno il loro contributo alla soluzione del problema.

Inoltre aggiunge il presidente, “Stiamo inoltre mettendo a punto un piano straordinario di controllo degli ungulati per entrare anche nelle aree protette, dove gli animali proliferano, e per eradicare del tutto il cinghiale dalle aree non vocate”.

Marras poi fa sapere che in tutta la provincia e negli ATC saranno effettuati controlli straordinari sull’attività delle squadre di caccia in modo da raggiungere gli obiettivi di abbattimento prefissati e limitare quindi il più possibile i danni causati all’agricoltura.

 

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