Caccia in deroga, per FIDC Brescia servono strategie concrete

L'associazione venatoria provinciale ha commentato la recente bocciatura in Lombardia dei due progetti su deroghe e richiami vivi.

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Caccia in deroga

Caccia in derogaE’ andata male in Regione Lombardia, molto male! Nonostante le premesse non fossero delle migliori per le votazioni dei due Progetti di Legge in aula martedì mattina al Pirellone, quello sul prelievo in deroga di peppola e fringuello e quello sugli impianti di cattura, un po’ di speranza si era diffusa nel mondo venatorio. Ed invece è arrivata la doccia fredda del voto segreto sulla pregiudiziale di incostituzionalità chiesta dalle minoranze che in poco più di un’ora ha chiuso la questione in Consiglio Regionale mandando sotto la maggioranza per entrambe le volte.

33 i voti a favore delle deroghe e 35 a favore dei roccoli, quando la soglia da superare era 40, non sono bastati. Non ci interessa cercare i responsabili, fare illazioni o approfondimenti di fanta-politica: Federcaccia ha sempre sottolineato che quello che si voleva fare in Consiglio regionale era un azzardo, che poteva riuscire ma anche no.

Dimenticarsi questo oggi è ingeneroso; noi preferiamo ringraziare quanti si sono spesi tra i consiglieri per arrivare alla discussione in aula, primo tra tutti Floriano Massardi con Viviana Beccalossi, Barbara Mazzali e Paolo Franco. Ribadiamo però un concetto, forte e chiaro. A noi interessa l’impegno su provvedimenti certi, giuridicamente e costituzionalmente perseguibili e soprattutto fatti lontano da periodo della stagione venatoria. I voli pindarici e gli azzardi no.

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