Caccia in Liguria, novità normative per gli appostamenti e la vigilanza venatoria

Il decreto approvato lo scorso 28 dicembre prevede modifiche importanti anche per quel che riguarda il commercio delle carni.

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Cacciatori toscani

Caccia in LiguriaStefano Mai, assessore della Regione Liguria con delega alla caccia, ha reso note le novità normative introdotte dalla Legge 29 dello scorso 28 dicembre che riguarda proprio l’attività venatoria. Il testo, recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2018“, è stato varato con la pretesa di semplificare e rendere più efficaci alcune norme. Le modifiche principali sono state introdotte dall’articolo 35.

Nel dettaglio, ci sono delle modifiche per quel che riguarda gli appostamenti di caccia: quelli costruiti con attrezzature smontabili oppure ottenuti da ripari di fortuna senza interventi sul sito (inclusi i “palchi” per la caccia tradizionale al colombaccio) sono compatibili con la destinazione agricola. Il discorso rimane valido anche in caso di installazione non prevista dagli strumenti urbanistici comunali. Inoltre, queste installazioni sono attività edizilia libera, a patto che si rispetti il Decreto 42 del 2004, il codice dei beni culturali e del paesaggio.

Un’altra novità di cui tenere conto è la possibilità di commercializzare la fauna selvatica abbattuta durante la caccia, nello specifico per sagre e manifestazioni gastronomiche. Mai ha poi ricordato la competenza della Regione Liguria sulla vigilanza venatoria, in modo da assicurare il coordinamento dei controlli e uniformare a livello territoriale gli interventi.

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