Domenica 7 febbraio la nona edizione di “A caccia col falco” a Cagli (PU)

L'evento verrà registrato da Sky per un servizio della serie "Andiamo a Caccia": l'appuntamento è previsto alle 8:30 presso la Piana di Maiano.

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A caccia col falco

A caccia col falcoÈ tutto pronto per lo svolgimento della nona edizione di “A caccia col falco”, evento previsto per domenica 7 febbraio presso l’azienda faunistico-venatoria “San Fiorano” di Cagli (provincia di Pesaro Urbino). Il tradizionale e suggestivo appuntamento è stato organizzato dal Circolo di Falconeria “Lo Strozziere” di Fermignano e dalla sezione locale dell’Enalcaccia, senza ovviamente dimenticare l’importante collaborazione di Benelli Armi, Franchi e del Montefeltro Tour Operator di Urbino. Che cosa è previsto per domenica prossima? L’evento comincerà alle 8:30 e consentirà ai falconieri provenienti da tutte le zone del nostro paese di partecipare a una caccia antica e leggendaria. Tra i motivi di principale attrazione figura senza dubbio la presenza di alcuni dei migliori esemplari di falco, vale a dire Girifalchi, Sparvieri, Pellegrini, Ibridi, Gheppi e Astori.

L’esibizione dei volatili avrà luogo sfruttando le tecniche di basso e alto volo, il tutto nella Piana di Maiano, una vera e propria perla ambientale dell’entroterra di Pesaro, oltre che un’area agricola praticamente immacolata. Questa edizione sarà speciale anche per il servizio che il canale 235 di Sky (“Caccia e Pesca”) dedicherà appositamente per arricchire la serie “Andiamo a Caccia” di Bruno Modugno, anche se ci saranno altri partner specializzati di tutto rispetto.

L’obiettivo di questa caccia a Cagli è quello di far rivivere una forma d’arte che risale alla notte dei tempi, cioè quando cani e falchi erano i protagonisti indiscussi di battute spettacolari, con la cattura della selvaggina che rappresentava solamente una parte marginale di tutto lo spettacolo. Si tratta dunque di un incontro di raccordo tra il passato e il presente per far riscoprire un antico e nobile modo di cacciare, ormai dimenticato ma ampiamente diffuso e praticato dai nostri antenati.

Il fatto che sia stato dimenticato, comunque, non ha impedito all’Unesco di riconoscere la falconeria come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La richiesta era stata fatta da undici paesi europei, africani e asiatici. Nello specifico, alla falconeria è stata riconosciuta l’antichissima tradizione (oltre 4mila anni) e lo status di attività naturale, visto che il falco e la preda si sono evoluti nello stesso momento nel corso di milioni di anni.

Secondo l’Unesco, poi, la falconeria è affascinante perché mostra come funziona la natura e pone una sfida intellettuale per il falconiere nella sua comprensione del comportamento, ragione per cui è necessaria una sinergia molto forte con l’uccello. L’edizione del 2016, quindi, viene impreziosita da questo prestigioso riconoscimento che avrà sicuramente un adeguato spazio fra pochi giorni a Cagli.

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