Fa discutere l’invito del Ministero dell’Ambiente a bloccare la caccia a moriglione e pavoncella

La paventata procedura di infrazione da parte dell’UE é del tutto pretestuosa e di chiaro indirizzo politico anticaccia.

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Cacciatori Toscani

Ministero dell'AmbienteL’onorevole Marco Dreosto, vicepresidente dell’Intergruppo Parlamentare Caccia e Biodiversitá, è intervenuto in merito alle ultime e negative novità per quel che riguarda i cacciatori: “La nota trasmessa giovedì scorso dal Ministero dell’Ambiente alle Regioni e all’ISPRA, con la quale s’invitano gli enti a stoppare il prelievo di moriglione e pavoncella, continua sulla strada della sconcertante autarchia, già vista nella vicenda Key concepts.

La paventata procedura di infrazione da parte dell’UE é del tutto pretestuosa e di chiaro indirizzo politico anticaccia. La lettera a suo tempo trasmessa dalla Commissione UE agli Stati membri, dava infatti un mero indirizzo, fra l’altro vincolato all’adozione di piani d’azione sulle specie e non prevede l’apertura di alcun provvedimento d’infrazione. Semmai il Ministero ci dica perché in ben sei anni dalla procedura EU PILOT 6955/14 non sia stato adottato un piano nazionale per il moriglione e quali azioni abbia intrapreso a tutela della pavoncella, considerato che il controllo dei predatori e le pratiche agricole sfavorevoli – e non la caccia – risultano essere i fattori limitanti prioritari, indicati dallo stesso Piano d’Azione Internazionale Multispecie.

Un altro europarlamentare, Massimo Casanova, ha aggiunto ulteriori particolari: “Trovo vergognoso e inaccettabile da cittadino e da cacciatore, che il Ministero pensi a chiudere la caccia ad alcune specie in un periodo così drammatico per il nostro Paese. Le prioritá sono altre anche in materia ambientale, visto lo stato di degrado in cui versano gli habitat e zero interventi per porvi rimedio. Gli unici che mettono in atto azioni di ripristino ambientale sono i cacciatori stessi. Intervenga invece il Ministero proponendo al Governo provvedimenti rivolti a migliorare e semplificare il controllo delle specie opportuniste come il cinghiale, che sta diventando un vero flagello per gli agricoltori, mettendo a rischio la stessa biodiversità”.

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