Più di una semplice partecipazione
Si è chiusa l’edizione 2026 di Caccia Village che è è stata molto più di una semplice partecipazione: tre giorni intensi, vissuti accanto a chi trasforma la passione venatoria in identità e cultura. Dal 16 al 18 maggio, il polo fieristico Umbriafiere di Bastia Umbra è tornato a essere il punto d’incontro di riferimento per il mondo della caccia, del tiro e dell’outdoor w al Box 24 del Padiglione 8, il nostro team ha accolto migliaia di appassionati e professionisti.
Passione Ardente: il cuore di questa edizione
Domenica 17 maggio, alla Wild Arena, è andato in scena “Passione Ardente”: l’appuntamento più atteso del nostro programma, e uno dei momenti più speciali di tutta la manifestazione. Il talk dedicato alla caccia e alla storia di Fiocchi ha ripercorso un secolo e mezzo di innovazione, tradizione e legame profondo con il territorio. Una narrazione che ha unito ricordi, dati e prospettive future, in dialogo con una platea che conosce bene il valore delle nostre cartucce, perché le sceglie da generazioni sul campo. A seguire, Wild Cooking’ insieme allo chef Guido Colombo, uno show cooking a base di selvaggina che ha riportato al centro ciò che per noi conta da sempre: la materia prima, la convivialità, il rispetto della filiera. La degustazione finale ha trasformato la giornata in un rito condiviso, fatto di sapori autentici e di volti che, in fiera, sono diventati parte di una stessa storia.
Centocinquant’anni di passione
Parlare di innovazione in un’azienda che opera dal 1876 significa parlare di un processo continuo: cicli di ricerca, prove balistiche, ritorni dal campo, correzioni, nuove soluzioni. Caccia Village ha offerto un’occasione concreta per mostrare questo metodo all’opera. Le conversazioni allo stand non sono state semplici momenti, ma confronti tecnici puntuali: domande sulle cariche, sui pallini, sui comportamenti di una cartuccia in condizioni reali. Indicazioni che rientrano nei nostri reparti e contribuiscono a definire i prodotti. Qui abbiamo ritrovato persone con un’esperienza venatoria, in alcuni casi tramandata, che hanno preso parte ai nostri appuntamenti e ci hanno raccontato cosa significa, oggi, vivere la caccia con consapevolezza. Sono conversazioni che restano, e che orientano il modo in cui guardiamo al nostro lavoro. Questa fiera ci ha ricordato che 150 anni non sono un punto d’arrivo, ma un patrimonio condiviso. Grazie!”.




































