FOLAGA – Caccia alla Folaga

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FOLAGA:
(Fulica atra)

 

 

Fenologia
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 Folaga FOLAGA: Descrizione

La Folaga appartiene all’ordine Gruiformes, famiglia Rallidae, uccelli dal volo goffo che prediligono stare a terra e rifugiarsi tra la vegetazione bassa o all’interno dei canneti. Il suo nome scientifico è dovuto al colore del piumaggio (dal latino atra, nera). Di taglia assimilabile ad una piccola anatra, la Folaga ha una lunghezza corporea compresa tra i 36 e i 42 cm ed una sagoma piuttosto massiccia. La Folaga facilmente riconoscibile anche a lunga distanza per il piumaggio interamente nero, ad eccezione del becco e di una macchia frontale (“scudo”) bianchi molto evidenti. Le zampe sono di colore giallo-verde ed hanno dita caratteristicamente palmate, ma non completamente unite tra loro. Come gli altri Rallidi la Folaga ha un volo poco sciolto e non elegante, con una lunga fase di decollo in corsa sull’acqua prima dell’involo definitivo ed un atterraggio particolarmente rumoroso; durante il volo è evidente anche la marginatura bianca sulle ali. La specie della Folaga forma grandi gruppi in riposo sull’acqua, mischiandosi anche con le anatre, da cui si distingue per il frequente scuotimento della testa e per il dorso molto arrotondato. Nel periodo riproduttivo si assiste di frequente a contrasti per la conquista o la difesa del territorio, caratterizzati da violenti attacchi condotti a colpi di zampe e becco.
 
 

 

 Folaga FOLAGA: Habitat e areale di diffusione

La Folaga è la specie della sua famiglia più facile da osservare. La Folaga nidifica ai bordi di corpi d’acqua di ogni dimensione e tipo, caratterizzati dalla presenza di canne e di alta vegetazione riparia. La Folaga costruisce un nido voluminoso e sopraelevato, spesso galleggiante ed ancorato alla vegetazione acquatica della riva. In inverno si riunisce invece in stormi enormi sugli specchi d’acqua, in particolare lagune, raccolte d’acqua salata e acque marine costiere, dove è facile osservarla mentre si tuffa alla ricerca di cibo; può stare sott’acqua anche mezzo minuto. La Folaga si nutre soprattutto di materia vegetale (in inverno), ma anche di invertebrati e piccoli pesci; si alimenta anche a terra, oppure depreda il cibo agli individui della stessa specie. Nidifica in tutta Europa, fino a metà della Penisola Scandinava, in modo omogeneo nelle porzioni centrali e frammentato nella parte meridionale. I contingenti della parte temperata e calda dell’areale sono sedentarie, mentre le popolazioni più settentrionali sono migratrici; in parte si dirigono verso l’Africa sub-sahariana, ma le maggiori concentrazioni di individui svernanti si rilevano nel bacino del Mediterraneo, interessato da movimenti migratori di 2 milioni di individui di Folaga. In Italia la Folaga è nidificante, migratrice regolare e svernante. Le maggiori concentrazioni nella stagione fredda si osservano a quote inferiori ai 1000 m s.l.m., in particolare sul Trasimeno, nel Delta del Po, e nelle zone lagunari nord-orientali (Baccetti et al., 2002); alti numeri di catture si riscontrano lungo le coste toscana e veneta, mentre i numeri più bassi sono relativi alle zone umide interne. I picchi di flusso di Fologa si hanno tra dicembre e gennaio, con un successivo aumento a febbraio, e un nuovo picco tra ottobre e novembre, quando giungono i contingenti svernanti (Macchio et al., 1999).
 
 

 

 Folaga FOLAGA: Dimensione e andamento delle popolazioni

Le popolazioni europee di Fologhe sono state stimate in circa 1,1-1,7 milioni di coppie, delle quali 5-12.000 in Italia. I numeri aumentano notevolmente in inverno nel nostro Paese, quando si aggiungono anche i numerosi migratori; svernano sul territorio italiano più di 270.000 folaghe; si tratta dell’uccello acquatico più abbondante in assoluto, con un nota e consistente tendenza all’aumento (+7,7% all’anno tra 1993 e il 2000; Baccetti et al., 2002), che riconferma gli andamenti di molte popolazioni europee.

 Folaga FOLAGA: Conservazione e gestione

La Folaga non è considerata minacciata e ha uno status di conservazione molto favorevole. Per la conservazione della specie come nidificante risulta importante il mantenimento delle fasce di fragmiteto che circondano i bacini lacustri, habitat idoneo alla nidificazione dele fologhe. Durante la stagione fredda è invece rilevante la tutela di oasi di protezione per limitare il disturbo antropico. La presenza di piccole imbarcazioni sui laghi è causa di notevole stress durante l’inverno e andrebbe regolamentata (Vigorita et al., 2003a).

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