Gli stambecchi della Marmolada sono tornati a crescere grazie ai cacciatori

Lo ha reso noto il Safari Club International Italian Chapter, promotore del progetto di reintroduzione.

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Stambecchi della MarmoladaCome reso noto da Tiziano Terzi, numero uno del Safari Club International Italian Chapter, associazione dedita alla conservazione della natura e alla difesa della caccia, ha ufficializzato una notizia molto importante dal punto di vista venatorio. Nel 2006 furono catturati diversi stambecchi nella zona di Tarvisio (provincia di Udine), per essere poi rilasciati sulle montagne della Marmolada. La specie presente in questo massiccio rischiava l’estinzione dopo aver contratto la rogna sarcoptica, la patologia dermatologica parassitaria che si caratterizza per la notevole contagiosità.

Nella rivista del Club si può notare uno di questi esemplari con tanto di radiocollare: grazie al progetto di reintroduzione, la popolazione di questi animali è aumentata in maniera decisiva e oggi non esiste più alcun pericolo. Tra l’altro, l’iniziativa è stata finanziata al 100% dall’associazione guidata da Terzi. L’auspicio del presidente è che in futuro si possa realizzare un altro progetto faunistico di uguale importanza.

Il messaggio si è concluso con l’augurio di un 2018 ricco di soddisfazioni e di splendide cacce. La popolazione di stambecchi della Marmolada era la più numerosa di tutte le Alpe Orientali, un primato mantenuto fino a tredici anni fa: i censimenti hanno superato i 500 capi fino al 2004, poi la malattia e il clima rigido hanno fatto iniziare il tracollo a cui si è finalmente posto un freno.

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