Haenel SLB 2000+ in .300 Win. Mag.

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Una paternità progettuale eccellente e una realizzazione consequenziale commercializzata oggi con un marchio del gruppo che richiama alla mente armi di alto livello nel settore militare come in quello sportivo.

di Emanuele Tabasso

Abbiamo avuto modo di osservare grazie alla cortesia della Bignami di Ora (BZ) il semiauto rigato Haenel SLB 2000+: a parte qualche innovazione e la commercializzazione sotto lo storico marchio ripreso dal gruppo finanziario tedesco che ne ha la disponibilità, questo fucile ci richiama al primo incontro di alcuni anni addietro quando lo provammo sotto il nome dell’azienda progettista, la Heckler & Koch.

Di foggia inconsueta e vagamente militaresca quest’arma si stava facendo strada e non certo grazie alla sua bellezza formale: ma già l’Auto 5 della FN insegnava che un’estetica non bella, ma dotata di forte personalità, ha in sé delle valide motivazioni sottendendo qualcosa di interessante.

Che cosa faceva convergere parecchie scelte su questo grintoso fucile? Provammo a imbracciarlo e quella gobba impertinente nella culatta del castello mandava l’occhio su tacca e mirino come su un percorso obbligato; parimenti la linea del calcio con asse pressoché allineato alla canna, con il dorso a giusto livello e quella buffa impugnatura a pistola portavano l’arma sempre lì, a quella posizione in cui anche il dito che aziona il grilletto non doveva far ricerche per trovare la sua collocazione. Avevamo capito rapidamente che il bello di quel progetto era la funzionalità spinta al massimo ed elevata a sistema: la progettazione della Casa rimasta a Oberndorf aveva riversato sul settore sportivo le sue ampie e sperimentate conoscenze di affidabilissime armi militari.

La parte meccanica
Di H. & K. va rammentato il suo primo semiauto rigato da caccia, il Modello 770, dotato di canna fissa e chiusura a rulli tipo Vorgrimmler: il peso notevole e una certa durezza nel rinculo ne limitarono la diffusione insieme alla sopravveniente lievitazione dei costi produttivi ineludibili in una meccanica difficile e bisognosa di tanta precisione. In questo modello SLB 2000+, oggi commercializzato con lo storico marchio Haenel, il passaggio al sistema a presa di gas si rivela una radicale soluzione al problema. L’adozione di un castello in lega di alluminio favorisce leggerezza e maneggio: questo componente foggiato a L coricata incorpora nella parte orizzontale la guardia, con il meccanismo di percussione e scatto, il vano per il caricatore staccabile tramite una farfalla collegata alla guardia stessa, mentre nella breve porzione verticale è inserita la levetta della sicura. Un elemento in acciaio di forma prismatica e con sezione a U rovesciata supporta queste componenti: la canna cui è fascettato il blocchetto della presa di gas, il pistone con spinottate le leve di trasmissione del moto, la molla di recupero a sezione piatta, il carrello con testa dell’otturatore rotante dotata di sei alette che chiudono direttamente nella culatta della canna. Si nota inoltre una staffa inferiore deputata a sorreggere l’asta tramite due lunghe viti. Questo complesso viene collegato alla culatta fissa tramite un dente a incastro anteriore e un tassello interno posteriore: due perni passanti, quello più arretrato con brugola di fermo, collegano stabilmente le due parti. I vantaggi stanno nel rapido accesso per la pulizia e nella lavorazione a costi contenuti.

La funzionalità
Un aspetto di primario rilievo è la funzionalità: un semiauto che si inceppi è una iattura di proporzioni colossali suscitando l’ira furibonda di chi si ritrovi l’arma bloccata di fronte al cinghiale, e che debba poi subire le sfottiture dei colleghi. La Haenel ha un ciclo di riarmo perfettamente studiato per una dilazione ottimale nei tempi di esecuzione in cui rotazione della testina, estrazione primaria con scollamento del bossolo dalle pareti della camera di cartuccia, corsa retrograda avvengono in maniera perfettamente sequenziata e senza impulsi marcati. L’estrattore poi presenta un’unghia robusta, di ampie proporzioni e derivata dalle armi automatiche militari, che lavora ortogonalmente quindi con possibilità minimali di scavallare il solco del fondello: una molla a filo avvolta sulla testina e infilata nella base dell’unghia assicura durata ed elasticità mentre il raddoppio dei nottolini elastici inseriti nella testa ribassata dell’otturatore è garante di spinta veloce e sicura sul bossolo per un’espulsione imperativa. Lo sblocco dell’otturatore dalla posizione di apertura in cui rimane ad esaurimento delle cartucce, avviene abbassando un tasto sul fianco sinistro della culatta: comodo da azionare mantenendo l’arma impugnata con la mano destra.

Tacca di mira con inclinazione antiriflesso e mobile in deriva su coda di rondine e mirino in fibra ottica rossa montato su zoccolo e registrabile in elevazione formano le mire aperte; insieme si trovano i fori predisposti sul castello per le basi di un mezzo ottico o elettronico. La canna assai ridotta, 500 o 510 mm con o senza freno di bocca, privilegia il brandeggio allo sfruttamento della potenza di una cartuccia come la .300 Win. Mag. camerata nell’esemplare in esame (in alternativa sono proposte: .30-06 Sprg. – .308 Win. – 9,2×62). L’impiego solitamente a breve distanza consente comunque di scaricare sul bersaglio una quantità di energia e un potere vulnerante di tutto rispetto: il freno di bocca attenua molto rinculo e rilevamento mantenendo il fucile allineato con il bersaglio, pronto per doppiare il colpo grazie anche allo sgancio del grilletto di giusta rotondità e di peso opportuno. Due le versioni del caricatore, in robusta lamiera di acciaio piegata, adatte a contenere 2 o 5 cartucce.

I particolari
Al calcio dalla forma peculiare si abbina l’asta di forma prismatica, ben afferrabile per un brandeggio sicuro; lo zigrino di media finezza non fa scivolare la presa anche con mani umide. Alla versione in legno è affiancata quella in polimero. Le magliette portacinghia sono applicate vicino al becco del calcio e nello schnabel all’apice dell’asta. Il costo decisamente contenuto insieme alle qualità intrinseche appena descritte fanno della Haenel SLB 2000+ un’opzione di tutto rispetto nel panorama dei semiautomatici a canna rigata.

4.86/5 (7)

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