I cacciatori siciliani prendono le distanze dall’uccisione di un giovane capovaccaio

La Federcaccia regionale ha commentato l'abbattimento dell'esemplare, indicando un bracconiere come responsabile.

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Cacciatori siciliani

Cacciatori sicilianiGiuseppe La Russa, presidente della Federcaccia regionale della Sicilia, ha pubblicato una nota per alcune precisazioni su un recente fatto di cronaca. L’associazione venatoria ha riferito della scoperta di una femmina di capovaccaio morta nei pressi di Mazara del Vallo. FIDC Sicilia ha quindi preso le distanze da quello che è stato definito un atto di cruda barbarie, condannando il gesto commesso da un bracconiere.

Ecco il testo del comunicato: “Questo inqualificabile gesto suscita il più profondo sdegno e la più ferma condanna nella nostra Federazione e di chiunque, ed è la stragrande maggioranza, pratica l’attività venatoria in modo onesto e nel rispetto delle leggi e, nel contempo, vanifica tutti gli sforzi fatti continuamente per riqualificare l’immagine della caccia nella società. Auspico che il responsabile venga individuato e posto di fronte alle proprie responsabilità e garantisco agli inquirenti la massima collaborazione da parte nostra e dei nostri iscritti. Anche se questo non sarà sufficiente a porre rimedio a un gesto esecrabile, sconsiderato e inutile, costituirebbe in ogni caso una risposta dovuta alla società civile e ancor prima alla grande maggioranza dei cacciatori rispettosi e consapevoli, che in queste ore stanno come me esprimendo la loro indignazione.

Tuttavia e proprio per questo non posso accettare, pur comprendendo l’amarezza che le ha generate, né come cittadino né come cacciatore che la nostra Regione venga definita, come testualmente, si legge “una sorta di gigantesco “buco nero” nel quale vengono inghiottiti ogni anno innumerevoli uccelli a causa di un bracconaggio intenso e diffuso“. L’impegno della Federazione che rappresento è da sempre alto, concreto e convinto per educare e sensibilizzare tutti i cacciatori al rispetto di fauna, territorio e ambiente e ad una pratica consapevole, sostenibile e rispettosa delle leggi. La risposta del mondo venatorio è sempre andata in questo senso. Non è tollerabile che i gesti sconsiderati di pochi individui che non esito a definire delinquenti, gettino fango su una intera categoria di cittadini senza macchia”.

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