I capannisti trentini contestano la chiusura anticipata della caccia

All'assessore provinciale Dallapiccola è stata contestata la decisione di far terminare il prelievo il 15 gennaio.

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Capannisti trentini

Capannisti trentiniRoberto Paccher, numero uno dell’Associazione Ornitologica Capannisti Trentini (settoriale dell’Associazione Cacciatori Trentini), si è rivolto all’assessore alla Caccia della Provincia Autonoma di Trento, Michele Dallapiccola, per lamentare i disagi vissuti dal mondo venatorio. Il problema riguarda la chiusura dell’attività alla data del 15 gennaio, diversamente da quanto accade in altre regioni (31 gennaio).

L’ultimo giorno di caccia non è stato affatto gradito da Paccher, una vera e propria discriminazione se si confronta questa situazione con il resto del paese e persino con gli altri paesi europei (in diverse nazioni la caccia alla migratoria prosegue fino a febbraio). Tra l’altro, i capannisti hanno ricordato come l’ISPRA abbia rivisto i dati relativi alla migrazione pre-nuzionale, indicando chiaramente la possibilità di prolungare il prelievo di cesene e tordi sasselli. Il presidente ha quindi espresso tutto il proprio rammarico per la decisione, penalizzante nei confronti di oltre 1300 cacciatori.

La lettera a Dallapiccola fa riferimento anche alle previsioni del calendario venatorio relativo alla stagione 2018-2019, in cui dovrebbe essere presente una nuova data per i turdidi, almeno il 30 gennaio. In caso contrario l’associazione potrebbe impugnare il documento. Paccher ha infine chiesto informazioni sulle dimensioni dei capanni e sugli altri argomenti affrontati più di sei mesi fa, visto che in quella occasione c’era stata la garanzia di una rapida soluzione.

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