Il TAR respinge il ricorso ambientalista, niente VAS e VIA per il calendario venatorio

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Calendario venatorioLo scorso 5 aprile il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche ha pubblicato una sentenza che riguarda da vicino il calendario venatorio. Secondo i giudici marchigiani, infatti, questo documento non può mai essere considerato un piano oppure un progetto, di conseguenza non deve mai essere sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione di Incidenza.

Il calendario della caccia va assimilato a un testo che disciplina il profilo temporale di un’attività legittimata dalla legge e negli atti pianificatori. Tutto è nato in seguito al ricorso della Lega per l’Abolizione della Caccia e WWF Italia contro la Regione Marche nei confronti dell’Ambito Territoriale di Caccia Ancona 2. Le associazioni ambientaliste pretendevano la sospensione del calendario venatorio regionale 2016-2017, la delibera per la pianificazione faunistico venatoria relativa al periodo 2010-2015 e altri atti ancora.

Il testo approvato dall’ente locale prevede la preapertura della caccia per tortora, alzavola, germano reale, marzaiola, colombaccio, quaglia, merlo, fagiano, tordo bottaccio, tordo sassello, cesena, gallinella d’acqua, folaga, codone, fischione, mestolone, moriglione, canapiglia, porciglione, frullino, pavoncella e beccaccino. Anche questa preapertura era stata oggetto del ricorso di WWF e LAC.

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