La cartuccia 6×62 Frères

La presentazione sul mercato di nuove cartucce per canna rigata ad opera dei fabbricanti tedeschi rivela una contenutezza numerica quasi francescana affiancata tuttavia da prestazioni di elevato interesse come in questa 6 mm dove velocità ed energia sono ai massimi livelli del calibro.

0
Ancora la Blaser R 93 con alcune cariche del calibro camerato inserite nella cartucciera e pronte a una giornata di caccia
carabina_blaser_0751
Ancora la Blaser R 93 con alcune cariche del calibro camerato inserite nella cartucciera e pronte a una giornata di caccia

Nel secondo dopoguerra i tedeschi impiegarono giusto una ventina d’anni per riaffacciarsi sul mercato delle cartucce per anima rigata dove, nel frattempo e per intuibili motivi, gli statunitensi avevano piazzato i loro calibri dando ben poco spazio ai concorrenti della vecchia Europa. Così nel 1965 la RWS presenta la prima cartuccia che chiameremmo post 1945, e lo fa da par suo per contrastare, superandole, le diverse .22 ad alta intensità che a cavallo della II GM avevano conquistato il favore della clientela fattasi intanto più attenta non solo alla caccia, ma ugualmente al tiro di poligono. La 5,6×57 RWS, anche in versione 5,6x57R a collarino per i basculanti, si impone all’attenzione con numeri di vendita non strabilianti, ma certo di riguardo e prestazioni eccellenti.

Tre anni più tardi è il canto del cigno della vecchia DWM, sigla cara a tutti gli oplofili oggi fortunatamente rinata e presente, entrata anche lei nel campo delle .22 molto brillanti con la 5,6x50R: nasce proprio così con la versione a collarino prevedendo una maggior attenzione per complemento nei fucili basculanti, magari quale seconda canna rigata di un Bockdrilling da affiancare al 12/70 e al classico 7x65R; il successo pone poco dopo sul palcoscenico la sorella scanalata per carabina e la Steyr, ad esempio, produceva regolarmente il suo Mod. Steyr Mannlicher così camerato e prescelto nelle zone austriache o dell’Italia dell’est per il capriolo. Segue ancora una proposta di RWS con la 6,5×65, normale o R, altro successo che merita attenzione per il rendimento sul campo mentre a metà degli Anni 80 una nuova firma propone quella misura mai così seguita dal mondo mitteleuropeo: i 6 millimetri.

cartuccia_6x62_0798
Anche il fondello e l’innesco segnalano una pressione decisa, ma nella norma: cariche ridotte snaturano l’essenza del calibro e le sue prestazioni

Un’azienda di Pfinztal, presso Karlsruhe, la Ingenieurbüro Frères, studia la sua nuova cartuccia ricavandone il bossolo dal ben noto 9,3×62 di Otto Bock: invariate le dimensioni del fondello e del corpo, si chiude di 5° l’angolo di spalla, passando a circa 40°, e si accorcia di circa 1,8 mm la misura del colletto: la differenze adattano la cartuccia ai nuovi criteri per un miglior sfruttamento della polvere che, secondo diverse prove, dev’essere del tipo progressivo e in dose cospicua. Interessante leggere le considerazioni statunitensi che subito osservano come non sia possibile ricavare il bossolame dalla .30-06 Sprg. per la differente misura del fondello: qui da noi pare che tutti se ne siano fatta una ragione e gli interessati abbiano proseguito nell’acquisto e nell’uso di questa diretta concorrente della .240 Weatherby. La produzione commerciale viene affidata alla Ruag Ammotec di Fürth come alla Men, Metallwerk Elisenhütte G.m.b.H. di Nassau/Lahn e i caricamenti prevedono palle da 87 e 100 gr. Pare che la cartuccia, non certo di facile gestione e per questo giudicata talvolta un po’ isterica e bizzosa, voglia solo cose di vertice: una ricarica con 58,3 gr di N/165 e palla Nosler Partition da 85 gr segna 1040 m/sec di V/2  e a 100 m tre colpi in meno di ½ MOA, mentre un’altra carica con 56,5 gr di MRP e palla Hornady V-Max da 87 gr dà 980 m/sec. di V/2 e rosata verticalizzata da 0,6 di MOA.

calibro_6x62_freres_0815
Un cartuccia 6x62R Fr. camerata in Blaser K 95 pronta per una prova di tiro in poligono

Hanno frenato ultimamente la diffusione di questo progetto il fattore costo, davvero rimarchevole sia per i bossoli vuoti e ancor più per le cariche originali, la reperibilità non sempre pronta e immediata in tutte le armerie, e da ultimo quella selettività intrinseca per le ricariche con cui non tutti entrano rapidamente in sintonia. Per contro la 6×62 Frères ha dalla sua la facilità di gestione al tiro dove il rinculo è davvero modesto in rapporto alle prestazioni erogate grazie a cui  si può insidiare dal capriolo al camoscio, dal daino al muflone: è pure concessa qualche digressione sul cervo se si ha il benestare delle leggi e la capacità di non esagerare nella lunghezza del tiro, piazzando la palla in maniera molto accurata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here