Vita in libertà
Il celebre giornalista e umorista Michele Serra ha fatto sapere tramite la newsletter “Ok, Boomer!” che pubblica su Il Post una triste notizia che lo ha riguardato da vicino. Otto, il cane da caccia di cui era proprietario, è stato sbranato da alcuni lupi in Val Tidone, nell’Appennino ligure-emiliano, nel Piacentino. In base a quanto raccontato, l’animale – il quale viveva in libertà – sarebbe uscito nei boschi per non fare più ritorno.
Convivenza coi lupi
La riflessione di Serra è stata inevitabile per quel che riguarda la convivenza con i grandi carnivori: “Io quassù ci voglio vivere – insieme ai cani e insieme ai lupi, ma fino a quanti esemplari questo territorio può reggere, lo devono stabilire le autorità responsabili. È il loro lavoro, il mio è stato seppellire Osso“. Il giornalista ha spesso parlato di caccia nella sua rubrica sul quotidiano La Repubblica”, “Per posta”.
Il ruolo del cacciatore
Non molto tempo fa, infatti, aveva sottolineato di avere “rapporti costanti e amichevoli con i responsabili della braccata” delle sue parti, auspicando allo stesso tempo leggi più restrittive rispetto all’articolo 842 del Codice Civile. Interessante, poi, era stato questo suo passaggio: “Il cacciatore che conosce nel profondo i ritmi della natura (non, dunque, lo sparacchiatore che si considera a torto uno sportivo) è una presenza importante e sapiente, un naturalista a pieno titolo, esponente di una tipica minoranza virtuosa“.




































