Perlustrazioni senza sosta
Una settimana fa vi abbiamo raccontato dei 10 lupi trovati morti: 5 nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Da allora, senza sosta, sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il nostro personale e il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti. Il tutto, ovviamente in raccordo con la Procura di Sulmona. Purtroppo sono stati trovati altri animali morti: a Pescasseroli, sono stati rinvenuti 3 lupi in una zona diversa dalla precedente, e soprattutto un altro “focolaio” è stato individuato a Bisegna, dove sono stati trovati 4 lupi, ma anche 3 volpi e 1 poiana. Infine un altro lupo è stato trovato a Barrea.
I principali sospetti
Il quadro che emerge è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. Siamo al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini. La situazione è drammatica per dimensione del fenomeno che è difficile anche solo doverne parlare. La delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all’incredulità.
Contabilità drammatica
In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità. Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo. Questa nostra triste comunicazione arriva in un giorno simbolico, la Giornata della Terra, dedicata quest’anno al tema “Our Power, Our Planet”. Un richiamo forte al potere d’azione di cittadini e comunità, cioè alla responsabilità collettiva verso il Pianeta. Ed è impossibile non sentire tutta l’amarezza di questa coincidenza, mentre continuiamo a registrare morti proprio in uno dei territori più simbolici della tutela della Natura (fonte: Parco Nazionale d’Abruzzo).

































