Le decisioni della Lombardia su censimenti, piani di prelievo, controlli e recupero dei selvatici

L'emergenza coronavirus ha stravolto gli adempimenti normali di tutti i cacciatori e la Regione ha spiegato come orientarsi.

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Lombardia

LombardiaIl mese di marzo è in particolare quello dedicato ai primi censimenti degli ungulati e proprio riguardo a questa materia Regione Lombardia ha preso alcune importanti decisioni a riguardo nella comunicazione a firma del dirigente Roberto Daffonchio che trovate in allegato. “Non paiono compatibili con le disposizioni di cui al DPCM in oggetto, a causa degli spostamenti che richiedono alle persone sul territorio regionale, le attività di prelievo selettivo degli Ungulati, nonché quelle di censimento della fauna selvatica. Entrambe le attività devono pertanto ritenersi sospese”.

Per quanto concerne la definizione dei piani di prelievo selettivo 2020, cui i censimenti sarebbero stati finalizzati, i competenti uffici regionali ipotizzano la possibilità di utilizzare le serie storiche a loro disposizione, nonché i dati del prelievo conseguito nella trascorsa stagione venatoria 2019/2020. Verrà comunque tenuta a riferimento la specifica nota tecnica pubblicata da ISPRA sul proprio portale web in data 12 marzo. Parrebbero viceversa ritenersi compatibili con le disposizioni di cui al DPCM in oggetto le attività di recupero sia della fauna selvatica ferita, sia delle carcasse di fauna selvatica, con trasporto presso l’idonea destinazione, trattandosi di “servizio pubblico” con effetti di ordine igienico-sanitario, al fine di evitare il permanere sul territorio di esemplari di fauna selvatica vivi o di loro carcasse, che possono veicolare patologie pericolose per gli animali da reddito o per l’uomo.

Per lo svolgimento di queste attività è fatta salva la necessità di rendere l’autocertificazione richiesta in caso di controlli da parte delle Forze dell’Ordine, come previsto dallo stesso DPCM. Per quanto concerne l’attività di controllo della fauna selvatica, disposta dall’art. 41 della l.r. 26/93, la cui attuazione è posta in capo ai Corpi di Polizia provinciale/metropolitana, a parere dello scrivente si ritiene che debba essere sospesa, fatti salvi motivi indifferibili e urgenti che possano configurarsi come “servizio pubblico” e che quindi debbano proseguire, a discrezione dei Corpi di Polizia Provinciale e della Città metropolitana, competenti in materia. Confermando infine la proroga del termine del 31 marzo per la restituzione dei tesserini venatori, si coglie l’occasione per comunicare che, nei prossimi giorni, saranno resi noti i provvedimenti di proroga di ulteriori adempimenti, sia a carico dei cacciatori che dei comitati di gestione di ambiti e comprensori alpini di caccia, le cui scadenze sono stabilite dalla l. r. n. 26/93, in corso di definizione.

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