L’educazione del cane, un aspetto prodromico

Educazione del cane - In molti ritengono che per andare a caccia sia sufficiente un cane dotato di spirito di venaticità e che siano superflue certe basilari regole di educazione senza le quali anche l’attività venatoria può risultare compromessa.

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Fin dalle prime settimane di vita, ho sempre cercato di lasciare al cucciolo un’impronta: una carezza, uno sguardo affettuoso. Col passare del tempo e la crescita dello stesso, inizio a cercare di fargli capire cosa si può e cosa non si può fare, passando dalle cose più banali (mangiare un fiore, strappare gli oggetti che si trova di fronte) a quelle che già iniziano ad avere una certa influenza anche sull’attività venatoria (come ad esempio far capire al cucciolo, che diventerà un cane da lepre, che il gatto di casa non deve essere inseguito).

Mano a mano che il cucciolo cresce, si passa ad insegnargli comandi basilari quali il seduto e a fargli capire fin dalle prime settimane di vita che non appena il padrone chiama il suo nome lui deve subito rientrare. Tutto ciò, apparentemente di poco conto, risulterà assai utile quando si cominceranno le prime uscite sul terreno di lavoro: se il cucciolone, ormai giunto ai 5/6 mesi, non rientrasse immediatamente dal conduttore alla sua chiamata, sarebbe difficile correggere certi atteggiamenti sbagliati (come l’interessarsi ad una pastura di selvatico diverso dalla lepre) o certi comportamenti pericolosi (quali avvicinarsi ad una strada) in cui inevitabilmente il giovane incorrerà.

Segugi in azione sul terreno di caccia

Associare un certo comando (quale il resta/fermo) ad una certa ricompensa (almeno all’inizio, ad esempio tramite l’uso di un premio alimentare) farà sì che col tempo diventerà normale per il cane fermarsi non appena il conduttore lo vorrà. Pian piano, non servirà più alcun premio, perché diventerà un comportamento normale per il segugio. E anche per fermarlo quando, ahimè, farà i suoi primi incontri con il capriolo. Un cane ben educato è anche un migliore cane da caccia.

Muta di segugi italiani a pelo raso ben dressata con i loro rispettivi proprietari.

La facilità con cui imparerà certe basilari regole di comportamento educato nell’ambiente domestico sarà spesso indice di intelligenza, che quasi certamente impiegherà anche nel lavoro a cui sarà chiamato. Quindi, solitamente, un segugio che imparerà certe regole comportamentali a casa con maggior velocità tendenzialmente si dimostrerà assai precoce nell’imparare l’arte ed il mestiere sul terreno. Un segugio che invece mostrerà problemi comportamentali e di equilibrio anche nell’ambiente domestico mostrerà segni di squilibrio, spesso, anche nel lavoro sulla lepre. Non si dimentichi che l’intelligenza e l’equilibrio sono fattori genetici e dunque ereditari, da perseguire tramite il processo di selezione.

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