Caccia più che comprensibile
Lo stambecco si è salvato grazie alla caccia, ora gli anticaccia e i politici, timorosi di perdere voti, seggi e cadreghe, anziché essere grati alla categoria e all’attività che ne permise la salvezza, e che portò alla creazione del Parco del Gran Paradiso, la puniscono e puniscono i loro praticanti, non concedendo la possibilità che se ne possano abbattere alcuni, visto che la popolazione ha ormai raggiunto numeri per cui la caccia sarebbe più che comprensibile, e anche e proprio, e di nuovo, in difesa della specie e finanche della sua sanità fisica (è notorio come un eccesso di numeri abbia speso scatenato, in molte popolazioni animali, specie gli artiodattili, nefaste epidemie).
La verità e le bugie
Perché questa è la verità. Il resto sono solo bugie, mistificazioni e negazioni della storia. Storia che, al solito, nel nostro paese la si vuole adattare alla desiderata delle parti interessate, spesso stiracchiandola ed interpretandola come si vuole che sia andata! Per tornare allo stambecco: in Italia vale la regola, specie a rischio e protetta, specie a rischio e protetta PER SEMPRE; un poco come per il lupo e tanti altri animali. Ragionevolezza sempre zero. Perché in un paese normale e a democrazia compiuta se una specie la si DEVE proteggere quando rischia l’estinzione, la si deve anche NON PIÙ proteggere quando i suoi numeri hanno raggiunto e superato quello sopportabile da habitat e società, secondo serie analisi sia biologiche sia sociali (oggi gli stambecchi sono già 15/20.000, molti forse anche non puri: ma si continua a ritenere che siano pochi).
Un merito che è diventato demerito
Quindi, bisognerà aspettare che un loro sovrappopolazione cominci ad arrecare danni alle componenti ambientali degli habitat in cui vive o alla stessa specie, prima che si abbia il coraggio di dire che se ne può abbattere un certo numero (peraltro facendo guadagnare denaro poi utilizzabile proprio per una migliore gestione e protezione dei suoi habitat, come già fecero a suo tempo Vittorio Emanuele II e poi Renzo Videsott, quando, proprio grazie alla caccia, fu salvato dall’estinzione). Purtroppo lo stambecco ha la pecca di essere sopravvissuto in Italia, anziché in Svizzera, Austria, Germania o negli USA! Un merito che da noi si è trasformato in demerito (fonte: Wilderness Italia).




































