Marche, respinta la mozione di sfiducia contro l’assessore alla Caccia Pieroni

Nel mirino delle opposizioni i provvedimenti varati dall’Assemblea legislativa per ‘rimediare’ alle decisioni di Consiglio di Stato e Tar, dovute alla mancanza di un piano faunistico regionale.

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Mozione di sfiducia

Mozione di sfiduciaCome reso noto dal Consiglio Regionale delle Marche, con 17 voti contro, sette a favore e un astenuto è stata respinta la mozione di sfiducia contro l’assessore alla Caccia Moreno Pieroni. Nel mirino delle opposizioni i provvedimenti varati dall’Assemblea legislativa per ‘rimediare’ alle decisioni di Consiglio di Stato e Tar, dovute alla mancanza di un piano faunistico regionale, e sbloccare la caccia nei siti Natura 2000. Indice puntato però anche sulle lettere inviate da Pieroni ai cacciatori per spiegare i provvedimenti e indicare i consiglieri che avevano votato contro (tutti i consiglieri M5s) le proposte di legge approvate su sua proposta dal Consiglio regionale.

Nella mozione, a iniziativa dei consiglieri del Movimento Cinque stelle Maggi, Fabbri, Giorgini, Pergolesi, del consigliere Bisonni (Gruppo misto) e dei consiglieri della Lega Nord Zaffiri e Malaigia, si esprimeva sfiducia nei confronti dell’assessore titolare della delega e si chiedeva alla Giunta regionale l’impegno ad individuare immediatamente il nuovo assessore “in una figura consona e all’altezza del ruolo”. Il capogruppo Maggi (M5s) ha presentato il testo e ha ricordato le due lettere inviate ai cacciatori dall’assessore per informarli sui provvedimenti messi in campo per superare le ordinanze, specificando chi ha votato contro. Piergiorgio Fabbri (M5s) ha ricordato gli atti da lui presentati fin dall’inizio della legislatura per sollecitare la redazione del nuovo Piano.

Al termine del confronto ha preso la parola l’assessore Moreno Pieroni. «All’inizio della legislatura abbiamo vissuto il momento più difficile da gestire nel rapporto tra danni e mondo agricolo, che non veniva risarcito dal 2013. Dopo due anni abbiamo superato quella criticità forte e oggi, a tre anni di distanza, tutti gli Atc hanno potuto pagare il 50% dei danni. Un’amministrazione regionale, nel rispetto delle ordinanze, doveva evitare che una criticità legata alla non approvazione del Piano diventasse una grave penalizzazione per il mondo collegato alla caccia, e non solo alla caccia degli ungulati. Per quanto riguarda la lettera – conclude Pieroni –, citare i nomi non lo trovo così irriverente, se avete pensato questo me ne scuso».

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