Ministero dell’Interno: “In 4 anni le licenze di porto d’armi sono aumentate del 41,63%”

Il Viminale ha diffuso i dati relativi a omicidi, rapine e furti, certificando la crescita di richieste nel nostro paese.

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Licenza di caccia

Licenze di porto d'armiIl Ministero dell’Interno ha presentato in anteprima alcuni dati relativi ad omicidi, rapine e furti. Lo scorso anno i fatti sanguinosi sono calati dell’11%, mentre le rapine e i furti sono diminuiti, rispettivamente, di 8,7 e 7 punti percentuali. I numeri riferiscono anche che, a fronte di una diminuzione della popolazione complessiva, gli stessi omicidi sono calati del 25,3%. Secondo il Viminale gli italiani si sentono poco al sicuro nelle loro abitazioni e per questo motivo sono aumentate le richieste di licenze di porto d’armi a uso sportivo negli ultimi quattro anni (+41,63%).

Il confronto tra il 2016 e il 2017, poi, ha messo in luce 80416 licenze in più. Un dato diverso è stato invece quello delle licenze per la difesa personale, diminuite di poco più di 12 punti percentuali lo scorso anno. Il motivo è presto detto: in questo caso la procedura è molto più complessa e l’autorizzazione viene rilasciata solamente in seguito a situazioni gravi e comprovate da fatti certi.

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia ha fatto sapere come lo scorso anno ci siano stati 36 omicidi, 19 tentati omicidi, oltre a 37 minacce di morte e 37 incidenti che hanno avuto a che fare con armi detenute in maniera legale. Allo stesso tempo è cresciuto parecchio il mercato delle porte blindate e dei sistemi di allarme, a conferma della percezione del rischio e della paura in casa. Dal 2015 a oggi il fatturato ha fatto registrare quota 200 milioni di euro ogni anno.

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