La LAV mistifica la realtà sui candidati eletti favorevoli alla caccia

L'associazione animalista ha commentato il voto sminuendo i risultati ottenuti dai candidati che hanno sottoscritto il manifesto della caccia.

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Favorevoli alla caccia

Favorevoli alla cacciaLa LAV (Lega Anti Vivisezione) ha dimostrato una volta di più di mistificare alcuni fatti per non ammettere i successi dei propri “nemici”. L’associazione animalista ha sottolineato in un comunicato come il proprio sostegno sia stato fondamentale per votare ed eleggere 13 parlamentari che saranno protagonisti della nuova Legislatura e difenderanno attivamente gli animali.

Ci sono state conferme e novità, in particolare è stata ricordata l’elezione di Michela Vittoria Brambilla, che però ha ottenuto il suo posto in Parlamento grazie anche ai voti di partiti che hanno sottoscritto il manifesto della caccia promosso dalla cabina di regia del mondo venatorio. Per enfatizzare questi risultati, poi, la LAV non ha esitato a sminuire altri candidati, dimostrando di non essere in grado di condurre un’analisi lucida. Parlare di “poco meno di una ventina di parlamentari pro caccia” nel descrivere gli eletti favorevoli all’attività venatoria non è corretto.

I candidati pro caccia del nuovo Parlamento sono almeno 60, un numero che è facilmente calcolabile prendendo spunto dai rappresentanti che hanno incontrato le associazioni venatorie prima del voto del 4 marzo e condividendo quanto descritto nel già citato manifesto. Proprio nelle ultime ore l’Associazione Cacciatori Lombardi ha parlato non a caso di un voto venatorio palpabile e ben presente.

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