Ministero Transizione Ecologica, on. Mazzali: “Il mondo venatorio non è stato interpellato”

Il consigliere regionale della Lombardia (Fratelli d'Italia), ha affidato a Facebook il proprio giudizio sul dicastero.

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Mazzali

MazzaliL’onorevole Barbara Mazzali, consigliere regionale della Lombardia (Fratelli d’Italia), ha affidato a Facebook il proprio giudizio in merito al Ministero della Transizione Ecologica di cui si sta parlando molto in queste ore. Ecco le sue parole: “Cari amici, non è ancora nato l’esecutivo Draghi e già irrompe una notizia che non presuppone niente di buono per il futuro.  Ieri è uscita l’informazione che ci sarà un  “ministero della transizione ecologica”. E fin qui, tutto bene. Certo, vanno valutate molte variabili e va compreso nello specifico cosa comporta, ma sulla carta non ci sono controindicazioni. Le note negative però sono due.

La prima è più di forma che di sostanza, ma serve per far capire un certo tipo di mentalità: sapete chi ha dato la notizia? Il Wwf, concluse le consultazioni con Draghi. Ora, è possibile che il Wwf si arroghi il diritto di dare informazioni così importanti sul futuro Governo prima ancora che le dia il presidente incaricato? Ma parliamo della nota negativa di sostanza. Non sono stata interpellate le rappresentanze del mondo venatorio! All’interno di un discorso sull’ambiente che prevede programmi, scelte e obiettivi da fissare, sono state chiamate le più importanti associazioni animaliste e ambientaliste ma non è stata convocata nessuna rappresentanza dei cacciatori.

Noi sappiamo bene che da sempre gli Atc, le Cac e le Comunità montane sono presidi deputati al territorio, con forza lavoro addestrata e qualificata che è un patrimonio inestimabile. Perdere una tale ricchezza è un peccato e uno spreco. Invece non siamo stati veniamo considerati su territorio e ambiente, proprio i temi che non solo ci stanno a cuore ma su cui possiamo dare un apporto fondamentale di conoscenze ed esperienze. In Italia ci sono circa 600mila cacciatori e già questo numero dovrebbe contare qualcosa. Ma al di là della quantità, dovrebbe contare il fatto che siamo profondi conoscitori del territorio e sentinelle per l’ambiente. Qualcuno potrebbe dire che le associazioni venatorie sono troppe e che Draghi non avrebbe potuto ascoltarle tutte.

Certo, ma questo discorso vale anche per gli animalisti. Non sta a me dire come e quali avrebbe dovuto scegliere, ma come ha chiamato il Wwf tra tante sigle ambientaliste, così avrebbe potuto fare per il nostro mondo. Non ne faccio solo un discorso di principio (anche se in effetti questa esclusione è difficile da mandare giù). Ne faccio piuttosto un discorso di visione del futuro. Se le premesse sono queste, come facciamo ad avere fiducia in un Governo e nelle sue politiche ambientali? E’ lecito pensare che saremo ancora una volta fanalino di coda all’interno delle istituzioni nazionali.  Il mio partito, Fratelli d’Italia, è l’unico che fino a oggi ha dichiarato che chiarezza che non darà la fiducia a Draghi e starà all’opposizione, nonostante tutti stiano salendo su quello che sembra il carro del vincitore. E dopo quanto successo sono ancora più convinta che sia la scelta giusta”.

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