Il Parco delle Cinque Terre pensa agli ultrasuoni per cinghiali e caprioli

Il progetto prevede la collaborazione con l'Università di Pisa: finora i recinti metallici non hanno prodotto risultati incoraggianti.

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Controllo dei cinghiali

Ultrasuoni per cinghiali e caprioliDa circa un anno il Parco Nazionale delle Cinque Terre ha sottoscritto un accordo con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa: tra gli impegni presi ci sono alcuni progetti interessanti, tra cui quello che prevede l’utilizzo di dissuasori ad ultrasuoni contro gli ungulati. Come riferito da Cittadellaspezia.com, i sistemi di dissuasione non sono stati semplici da applicare in questa parte della Liguria, come anche l’efficacia non è stata soddisfacente.

Oltre ai consueti recinti metallici, però, si sta pensando sempre più seriamente di sfruttare un dispositivo chiamato “Escape Plus” e che promette di allontanare la fauna selvatica. Questo strumento, tra l’altro, è stato già sperimentato nella Tenuta di San Rossore e i risultati ottenuti invitano all’ottimismo. Gli ultrasuoni, inoltre, vengono considerati affidabili soprattutto nel lungo termine.

Non c’è solamente il cinghiale a tenere alta l’attenzione: le maggiori preoccupazioni sono destate dalla capra domestica inselvatichita e dal capriolo. I recinti sono stati pensati per i cinghiali, ma non sono sufficientemente alti per i salti delle capre e dei caprioli: un altro obiettivo di questo accordo prevede anche di approfondire il tema della biodiversità dei muretti a secco, visto che gli stessi cinghiali non esitano a distruggerli per alimentarsi.

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