Il punto in Prefettura
Presso la Prefettura di Pistoia e nel pomeriggio presso la Prefettura di Lucca si sono svolti due importanti incontri dedicati all’evoluzione dell’emergenza Peste Suina Africana (PSA) in Toscana, presieduti dal Commissario Straordinario nazionale per il contrasto alla PSA, Giovanni Filippini. Per Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani erano presenti rispettivamente il Vice Presidente regionale Franco Biagini e il Presidente provinciale di Lucca Silvio Andreucci, che hanno consegnato al Commissario un documento contenente le valutazioni e le proposte dell’Associazione sul ruolo del mondo venatorio nella gestione dell’emergenza. Nel corso degli incontri è stato ribadito come il sistema costituito dagli Ambiti Territoriali di Caccia, dalle squadre di caccia al cinghiale e da migliaia di cacciatori abbia rappresentato, fin dall’inizio dell’emergenza, uno dei pilastri fondamentali del contrasto alla diffusione della PSA. La ricerca attiva delle carcasse, le operazioni di depopolamento, il rispetto delle rigorose procedure di biosicurezza, il monitoraggio del territorio e tutte le attività operative previste dalle ordinanze nazionali sono state rese possibili grazie ad un impegno quotidiano svolto con grande senso di responsabilità, quasi sempre a titolo completamente volontario.
Il contributo dei cacciatori
Federcaccia Toscana-UCT ha inoltre evidenziato come il contributo del mondo venatorio non sia stato soltanto operativo ma anche economico. Migliaia di cacciatori, squadre e Ambiti Territoriali di Caccia hanno sostenuto direttamente ingenti investimenti per adeguare i centri di sosta e raccolta alle prescrizioni sanitarie, realizzare celle frigorifere, acquistare attrezzature e garantire il corretto svolgimento delle attività di biosicurezza, alleggerendo in maniera significativa il peso economico che sarebbe altrimenti ricaduto sulla collettività. Un impegno che lo stesso Commissario Straordinario Giovanni Filippini ha più volte pubblicamente riconosciuto quale elemento essenziale nella strategia nazionale di contrasto alla PSA. Siamo pronti a continuare a fare la nostra parte, con lo stesso spirito di servizio che ci ha contraddistinto in questi anni. Tuttavia, è indispensabile che arrivino finalmente segnali chiari di rispetto e di considerazione nei confronti del mondo venatorio. Non è più accettabile essere chiamati in causa solo quando occorre affrontare le emergenze e poi essere sistematicamente esclusi dai tavoli decisionali o addirittura marginalizzati negli strumenti di pianificazione regionale.
Profonda contraddizione
Proprio per questo motivo, Biagini e Andreucci hanno evidenziato la profonda contraddizione rappresentata dall’impostazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale della Toscana, nel quale il cacciatore sembra invece essere progressivamente relegato ad una figura marginale, quando proprio l’emergenza PSA dimostra quotidianamente quanto il suo ruolo sia determinante per la tutela del comparto agricolo e zootecnico, dell’equilibrio faunistico e della conservazione della biodiversità. Nel documento consegnato al Commissario è stata inoltre espressa una forte preoccupazione per i gravi ritardi registrati nella gestione dell’emergenza da parte della Regione Toscana. In particolare sono stati evidenziati i ritardi nella concreta messa a terra delle risorse economiche messe a disposizione dalla struttura commissariale nazionale e dallo Stato, oltre alla mancanza di un efficace coordinamento operativo tra tutti gli enti chiamati ad affrontare l’emergenza e dal competente assessorato alla sanità. Una situazione che rischia di compromettere l’efficacia delle azioni di prevenzione e contenimento proprio nella fase più delicata della diffusione della malattia.
Cabina di regia
Secondo Federcaccia Toscana-UCT, la recente decisione del Presidente della Regione Toscana di nominare un Commissario Straordinario regionale e di istituire una specifica cabina di regia per la gestione della PSA rappresenta la più evidente dimostrazione delle criticità che hanno caratterizzato fino ad oggi la gestione dell’emergenza. Con grande sorpresa e profonda amarezza, Franco Biagini e Silvio Andreucci hanno inoltre sottolineato come, nonostante il determinante contributo garantito in questi anni da cacciatori e Ambiti Territoriali di Caccia, il mondo venatorio non sia stato minimamente coinvolto nella composizione della nuova cabina di regia regionale per il contrasto alla PSA. Una scelta che Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani ritiene incomprensibile e fortemente penalizzante, considerando che proprio gli ATC e il mondo venatorio rappresentano oggi i soggetti che operano quotidianamente sul territorio e che hanno consentito, con la propria organizzazione e disponibilità, l’attuazione concreta delle misure di contrasto alla PSA.
Decisioni strategiche
Per questo motivo si ribadisce con forza la necessità che gli Ambiti Territoriali di Caccia e le rappresentanze del mondo venatorio entrino a pieno titolo nella cabina di regia regionale, affinché possano contribuire direttamente alle decisioni strategiche e operative nella gestione dell’emergenza. Nel corso degli incontri, il Commissario Straordinario nazionale Giovanni Filippini ha ribadito la necessità di imprimere una forte accelerazione alla gestione dell’emergenza in Toscana, evidenziando come permangano significative criticità nell’organizzazione sanitaria, nella prevenzione e nelle attività di recupero e smaltimento delle carcasse. Il Commissario ha sottolineato l’urgenza di utilizzare rapidamente le risorse economiche già disponibili, rafforzare gli organici veterinari, migliorare il coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti e potenziare il monitoraggio del territorio, riconoscendo ancora una volta il contributo fondamentale assicurato dai cacciatori nelle attività di sorveglianza e contenimento. Filippini ha inoltre ricordato come la diffusione della PSA rappresenti una seria minaccia non solo per la fauna selvatica ma anche per un comparto suinicolo strategico per l’economia toscana, rendendo indispensabile un’azione tempestiva, concreta e pienamente coordinata tra istituzioni e soggetti che operano quotidianamente sul territorio.
Clima di sfiducia
Federcaccia Toscana-UCT conclude infine esprimendo forte preoccupazione per il clima di crescente sfiducia che si sta diffondendo tra i cacciatori toscani. La progressiva marginalizzazione del mondo venatorio, unita alle tensioni generate dal nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale in via di approvazione, rischia infatti di incrinare quel rapporto di collaborazione costruito negli anni e che ha rappresentato uno degli elementi decisivi anche nel contenimento della Peste Suina Africana. Sarebbe un errore gravissimo dare per scontata la disponibilità di migliaia di volontari che, fino ad oggi, hanno messo gratuitamente tempo, competenze, mezzi e risorse economiche al servizio dell’interesse pubblico. Indebolire questo rapporto di fiducia potrebbe tradursi in un progressivo disimpegno delle attività volontarie indispensabili per il controllo del cinghiale, la ricerca delle carcasse e tutte le azioni di prevenzione della PSA, con conseguenze che la Toscana non può permettersi di sottovalutare. (Ufficio Stampa Federcaccia Toscana-UCT)































