Protesta dei cacciatori piemontesi, la risposta dell’Assessorato Regionale

L'assessore alla Caccia, Giorgio Ferrero, ha assicurato che il mondo venatorio ha bisogno di rinnovamento e non ci saranno conseguenze sui cacciatori.

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Protesta dei cacciatori piemontesiCinque giorni fa un gruppo piuttosto nutrito di cacciatori piemontesi ha protestato di fronte alla sede dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura a Torino (a Corso Stati Uniti per la precisione). In quella occasione erano presenti anche diversi sindaci, i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia e due consiglieri regionali, tra cui Gian Luca Vignale. Il motivo principale della protesta è stato quello dell’accorpamento degli stessi ATC con i Comprensori Alpini e una delegazione è stata ricevuta nella sede, anche se nelle ultime ore l’Assessorato ha deciso di pubblicare un comunicato ufficiale per far conoscere la propria posizione.

In base a quanto si può leggere nella nota, la manifestazione ha coinvolto 150 persone e ha permesso all’assessore regionale, Giorgio Ferrero, di ricordare quella che è la sua posizione. Secondo Ferrero, 38 enti di gestione e 760 consiglieri non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi relativi alla gestione della fauna selvatica nella maggior parte dei casi. Di conseguenza, la situazione sarebbe andata fuori controllo in molte zone.

Tutto ciò sarebbe inoltre confermato dalle continue segnalazioni di danni alle coltivazioni e di incidenti causati dagli animali selvatici. Ecco perché la Regione Piemonte è intenzionata a rinnovare il mondo della caccia con una svolta, attesa da tempo dai cittadini e dal settore agricolo: si punta, in particolare, a razionalizzare gli enti di gestione e a renderli più omogenei dal punto di vista territoriale, “senza alcuna conseguenza concreta sui cacciatori”.

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