Sagra degli Osei, Gava e Dreosto sbugiardano gli animalisti: nessun animale selvatico a Sacile

Un botta e risposta che sembra essere giunto al termine, quello tra l’On. Vannia Gava e le associazioni animaliste.

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Sacile

SacileUn botta e risposta che sembra essere giunto al termine, quello tra l’On. Vannia Gava e le associazioni animaliste che in questi giorni chiedono a gran voce l’annullamento della 747ma edizione della sagra dei osei di Sacile. “Le menzogne dichiarate pubblicamente dalla Lav vanno rese note ai migliaia di cittadini che oggi temono per la propria incolumitá, pensando erroneamente che gli animali presenti in sagra possano essere fonte di contagio; se fossi il sindaco penserei a muovere querela per procurato allarme” ha dichiarato la deputata sacilese, che rincara “paragonare la sagra ai mercati asiatici e’ una follia, dichiarare che in sagra ci siano animali selvatici esposti e’ una menzogna: dal 1992 infatti, la legge nazionale vieta e persegue penalmente l’uccellagione, pratica tramite la quale si catturavano gli uccelli selvatici per poi rivenderli ai privati; da circa trent’anni in sagra vengono esposti solo uccelli e animali di allevamento”.

Alle parole di Gava fa eco l’Eurodeputato Marco Dreosto, evidenziando che dal 2005 é in vigore il divieto di importazione nell’Unione Europea di uccelli selvatici, che ha fatto diminuire del 90% il commercio globale di avifauna, con buona pace di pappagalli, cocorite ed altri esotici, tutti provenienti da allevamenti privati. E anche per il concorso canoro arrivano le specifiche fornite da Romano Zambon, Vicepresidente Pro, sull’origine degli uccelli impiegati “per gli allevatori, partecipare con soggetti selvatici sarebbe impossibile, nessun esemplare risulterebbe idoneo alla gara, per cantare dinnanzi a decine di persone senza timore gli uccelli devono essere allevati in cattivitá, riconoscendo l’uomo come conspecifico per via dell’imprinting”.

Nella questione interviene anche la Presidente della Pro Lorena Bin “allevatori ed espositori soggiacciono al rispetto di un disciplinare rigorosissimo, i partecipanti alla gara canora espongono esemplari che devono essere inanellati entro dieci giorni dalla nascita, al pari di pappagalli ed altre specie, il Regolamento sul benessere animali non prevede comunque alcun contatto diretto tra animali e pubblico”. La Presidente ragguaglia di aver cancellato ogni convegno da svolgersi in locali chiusi e di aver mantenuto l’entrata libera, evitando ogni possibile assembramento, cosi che la sagra si possa svolgere come un vero e proprio mercato, garantendo la liberta al pubblico di transitare liberamente per le vie della cittá, mantenendo inalterata la tradizione di un evento oramai quasi millenario, parte del vissuto di Sacile e dei suoi abitanti.

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1 COMMENTO

  1. Una volta Sacile era il NON PLUS ULTRA delle fiere e noi cacciatori attendevamo con ansia il giorno della sua apertura!!!!,oggi le fiere o sagre degli uccelli sono diventate un postosolo per la vendita di Canarini e Cocorite,animali da cortile:mentre i venditori sono tutti, VU COMPRA’, OPPURE CINESI???

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