Sempre più cacciatori imperiesi si stanno trasferendo in Francia, è colpa della burocrazia

Le doppiette liguri non possono più sostenere i costi elevati, le confische dei fucili e i permessi bloccati in Questura.

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Cacciatori imperiesi

Cacciatori imperiesiCentinaia e centinaia. Sono sempre più numerosi i cacciatori della provincia di Imperia che stanno decidendo si spostarsi in territorio francese, soprattutto nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Come ha sottolineato il numero uno dell’Ambito Territoriale di Caccia, Matteo Anfossi, in Francia la burocrazia è molto meno incisiva, ma non solo. Il permesso di caccia transalpino non deve essere rinnovato ogni sei anni, la sua validità è permanente, mentre in Liguria i libretti della Regione devono essere aggiornati costantemente.

Basta superare il confine e, sempre secondo Anfossi, le cose cambiano in maniera radicale. I limiti esistono anche nel calendario venatorio francese, come anche i controlli e le multe, ma la burocrazia non appare come un mostro. Le doppiette imperiesi si stanno trasferendo anche a causa del numero crescente di tesserini ritirati e delle confische di fucili a causa di procedimenti giudiziari di scarsa importanza. I permessi bloccati in Questura sono stati la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

I permessi transalpini sono sempre più gettonati e i costi non sono insormontabili come nel nostro paese. Sono quasi 500 euro da sostenere per rinnovare la licenza, pagare la tassa regionale, l’assicurazione e quella per l’Ambito stesso, quindi questa “migrazione” non può e non deve stupire. L’impressione è che il numero di addii crescerà ancora.

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